“Il mio destino personale non conta assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro, sono un uomo e un nonno al servizio delle istituzioni “. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi durante la conferenza stampa di fino anno.
“Sono uomo, se volete un nonno, al servizio delle istituzioni. I miei destini personali non contano assolutamente nulla, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro, dentro o fuori dalle istituzioni”: con queste paqrole il premier Draghi ha deluso coloro che si aspettavano un chiaro riferimento al suo futuro in vista dell’elezione del presidente della Repubblica. Ha però detto che per proseguire la lotta al Covid e attuare il Pnrr il governo dovrebbe proseguire la sua azione sino alla fine della legislatura e che sarebbe bene eleggere rapidamente il nuovo Capo dello Stato con una maggioranza che non sia diversa o addirittura più estesa da quella che lo sostiene. Ma Draghi ha anche sottolineato anche che la sua presenza al governo non sarebbe determinante, ne’ per la prosecuzione della lotta al Covid, ne’ per l’attuazione del Pnrr, per il quale sono stati raggiunti i 51 obbiettivi concordati con la Commissione Ue. Ha poi negato che la vita del governo sia legata alla presenza di Mattarella al Quirinale. E’ vero – ha detto Draghi – che il governo e’ nato per l'”alta iniziativa” del Capo dello Stato, ma la sua attività e la sua sopravvivenza dipendono esclusivamente dal Parlamento.
Draghi ha sottolineato che il nostro e’ un sistema parlamentare e quindi non c’è alcuna possibilita’ di trasformarlo in un “semipresidenzialismo di fatto”. Per l’ex governatore della Banca d’Italia la politica non e’ lo scontro titanico di singoli “superuomini” ma il confronto di soggetti collettivi: le forze politiche, le forze sociali, il Parlamento.