Tensione altissima sul fianco orientale della NATO. Nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre, droni hanno violato lo spazio aereo dell’Estonia dopo aver fatto scattare l’allarme anche nella vicina Lettonia, provocando l’immediato decollo dei caccia dell’Alleanza Atlantica. Contemporaneamente, una nuova ondata di attacchi russi sulla capitale ucraina ha provocato un pesante bilancio di vittime civili.
Sconfinamento nei Baltici: l’intervento della NATO
L’allarme aereo nei Paesi baltici è scattato alle prime ore del mattino:
- La dinamica: Droni d’attacco si sono mossi lungo la linea di confine tra Lettonia ed Estonia per poi penetrare all’interno del territorio estone. L’avviso di minaccia aerea è stato emesso dalle Forze di Difesa attorno alle 3:11 e revocato prima delle 6:00.
- Scattato il Scramble: In risposta all’incursione, sono decollati dalla base aerea di Ämari i caccia F-16 dell’Aeronautica turca, attualmente impiegati nella missione NATO di Baltic Air Policing.
- La reazione politica: Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha sottolineato la prontezza della risposta dell’Alleanza: «La NATO ha reagito rapidamente. L’Alleanza è vigile e pronta a proteggere ogni centimetro di territorio alleato».
Drammatico bilancio a Kiev: 12 vittime nei raid notturni
Mentre si consumava l’incursione nei cieli baltici, le forze russe hanno sferrato un violento attacco missilistico e con droni contro la capitale ucraina e l’area circostante:
- Vittime e feriti: Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato l’uccisione di almeno 12 persone e il ferimento di decine di civili, accusando Mosca di pianificare deliberatamente i raid per colpire la popolazione.
- L’appello per la difesa aerea: Zelensky ha rinnovato la richiesta ai partner occidentali per un invio urgente di sistemi antibalistici e munizioni: «Il numero delle vittime dipende direttamente da ogni pacchetto di aiuti. È fondamentale che le forniture aumentino in vista dell’autunno».
- L’iniziativa UE: L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha sollecitato gli Stati membri della Commissione a cedere a Kiev i missili intercettori prossimi alla scadenza operativi nei propri arsenali.