La maggioranza rivede la sua posizione sull’introduzione dell’educazione alla sessualità nelle scuole medie. Un emendamento presentato dalla Lega al Ddl Valditara apre le porte all’insegnamento anche per le classi delle secondarie di primo grado, ma a una condizione vincolante: il previo consenso informato dei genitori. Questi ultimi dovranno essere messi a conoscenza dei “temi e materiale didattico” prima di dare l’autorizzazione.
La modifica interviene su un testo che inizialmente prevedeva il divieto assoluto di tale insegnamento nelle scuole medie, mantenendo invece la preclusione per le scuole dell’infanzia ed elementari.
Il repentino cambio di rotta ha suscitato la protesta delle opposizioni, che accusano la maggioranza di voler imporre un “controllo” sull’educazione invece di costruire un’alleanza con la famiglia. M5S critica la misura parlando di “un controllo sull’educazione” piuttosto che di un’alleanza scuola-famiglia. L’europarlamentare del PD, Alessandro Zan, ha bollato la condizione del consenso come l’istituzione di una “scuola dei tabù,” ricordando che “in quasi tutti gli Stati europei è un insegnamento obbligatorio.” La deputata di AVS, Elisabetta Piccolotti, ha definito il disegno di legge come una “misura di tipo oscurantista e puramente ideologica.”
Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha respinto le critiche, definendo le dichiarazioni delle opposizioni “incomprensibili.” Il Ministro ha sostenuto che l’educazione sessuale e all’affettività “continuerà a essere insegnata nelle nostre scuole a tutti i livelli” e che il Ddl in questione “non è minimamente toccato” dalla norma, anzi, “difende i giovani ed è a favore di una loro crescita equilibrata.”
Il relatore della Lega, Rossano Sasso, ha puntualizzato: “Non siamo quelli che vogliono vietare che in classe si parli di affetto e rispetto,” denunciando una “strumentalizzazione in atto.”
L’arrivo del provvedimento in Aula ha catalizzato l’attivismo di diverse associazioni: Pro Vita & Famiglia ha consegnato alla Camera 50mila firme a sostegno del Ddl, chiedendone un’approvazione “urgente” e la “massima compattezza” del centrodestra. La Fondazione Una Nessuna Centomila ha invece promosso una ricerca (“Educare all’affettività”) e un corso di alta formazione all’Università Milano-Bicocca per colmare quello che ritiene essere un vuoto educativo e per introdurre un’educazione sessuo-affettiva “sistematica e inclusiva nelle scuole, in linea con gli standard internazionali.”
La discussione in Parlamento riapre così un dibattito storico: dal 1975, sono state avanzate oltre 34 proposte di legge sull’educazione sessuale e affettiva da diversi schieramenti politici, ma nessuna è mai stata approvata.