Seggi aperti in tutta Italia per l’ultimo grande appuntamento elettorale prima delle elezioni politiche del prossimo anno. Circa 6,3 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per il rinnovo di sindaci e consigli comunali in quasi 750 centri urbani, tra cui 18 capoluoghi di provincia.
La prima giornata di votazioni si è chiusa con un’affluenza nazionale pari al 46,3% registrato alle ore 23, in leggero calo rispetto alle precedenti tornate omologhe. Le urne rimangono aperte lunedì dalle ore 7 alle 15, momento in cui inizierà ufficialmente lo scrutinio delle schede.
I dati dell’affluenza e il fattore settembre
Il primo bilancio del Viminale mostra un andamento a due velocità sul territorio nazionale. Alle ore 19 di domenica il dato parziale si era attestato al 34,5%, circa due punti e mezzo in meno rispetto al 37% delle precedenti comunali di riferimento.
Gli analisti invitano tuttavia alla cautela nel valutare la contrazione della partecipazione: nel 2020 la maggior parte di questi Comuni (529 enti) andò al voto a settembre in concomitanza con le elezioni regionali, un traino che quest’anno è venuto a mancare.
- In contrazione: L’Emilia Romagna è tra le regioni che fanno registrare il calo più marcato nella partecipazione.
- In crescita: Segnali di controtendenza arrivano dal Sud, con affluenze in leggero aumento (seppur da consolidare) in Basilicata, Calabria e Campania.
I fari della politica sulle sfide simbolo: il test di Venezia
Le coalizioni nazionali affrontano questo voto come un termometro politico fondamentale per misurare i rapporti di forza. Sebbene in molti centri i perimetri dei partiti si presentino frammentati (il centrodestra corre diviso a Chieti e Agrigento, il campo largo si è spaccato a Salerno), gli occhi dei leader sono puntati su alcune città chiave:
- Venezia: È la sfida più pesante. Il centrosinistra punta a espugnare il capoluogo veneto dopo ben 11 anni di amministrazione guidata da Luigi Brugnaro. Un eventuale passaggio a sinistra avrebbe un valore politico enorme nel cuore della roccaforte della Lega.
- Reggio Calabria: Il centrodestra punta a strappare la città ai rivali, ribaltando l’attuale amministrazione.
- Messina e Vigevano: A Messina si misura la tenuta del movimento di Cateno De Luca (Sud chiama Nord), mentre a Vigevano si attendono i risultati della lista “Vigevano Futura”, sostenuta dal generale Roberto Vannacci, per testarne il reale appeal sul territorio.
Divario di genere: nei piccoli centri corrono quasi solo uomini
L’analisi condotta dal Centro Studi Enti Locali sui dati del Ministero dell’Interno mette in luce un forte squilibrio di genere per le cariche apicali: nel 61% dei Comuni italiani a competere per la fascia tricolore ci sono esclusivamente candidati uomini.
| Regione | Comuni con soli candidati Sindaci Uomini | Note sulle liste consiliari |
| Piemonte | 80% (Dato peggiore d’Italia) | Quote rosa al 42% nei piccoli enti |
| Calabria | 77% | Forte squilibrio storico nei vertici |
| Puglia | 46% | Maggiore equilibrio sui candidati sindaci |
| Basilicata | 44% (Dato migliore d’Italia) | Maggior presenza di aspiranti sindache |
Il report evidenzia un “doppio binario”: se le donne trovano ampio spazio all’interno delle candidature di lista per i consigli comunali (con una media nazionale del 48%), restano ancora fortemente escluse e sottorappresentate quando si tratta di correre in prima persona per la carica di sindaco.
Nel caso in cui nessun candidato riesca a raggiungere la maggioranza assoluta (50% + 1 dei voti) in questa prima tornata, nei Comuni con più di 15.000 abitanti si tornerà alle urne per i ballottaggi il 7 e 8 giugno.