The Mayor Boris Johnson in Tooting, South London, Thursday November 24, 2011. Photo by Andrew Parsons/ Parsons Media
Il Regno Unito ha deciso: con una fiducia schiacciante al partito Conservatore del Premier Boris Johnson ha fatto una scelta che definirà certamente il prossimo decennio.
Boris Johnson stravince le elezioni e va dalla regina Elisabetta per l’incarico. I conservatori britannici hanno ottenuto 365 seggi su 650 in Parlamento, con una maggioranza di +80, il Labour si ferma a 203. “Ci sara’ la Brexit entro il 31 gennaio”, annuncia. Corbyn evoca dimissioni a ‘inizio 2020’. Il Consiglio europeo “ribadisce l’impegno ad un ritiro ordinato e invita a una ratifica puntuale”. Trump: adesso un grande accordo commerciale. Merkel: i negoziati per le relazioni saranno complicati. Macron: il parlamento britannico ratifichi subito accordo. Conte assicura che il governo tutela i connazionali oltremanica. La sterlina vola su euro e dollaro.
Il risultato è una conferma della strategia di Johnson di fare una campagna elettorale con una sola promessa: “portare a termine la Brexit”.
Johnson ha già raggiunto un accordo di “divorzio” sulla Brexit con Bruxelles, ma non è stato in grado di farlo approvare in Parlamento dopo il no di alcuni sostenitori conservatori. Ora, dopo aver sconfitto i ribelli dal suo stesso partito e con la sua maggioranza appena acquisita, il suo piano di portare fuori dalla Ue il Regno Unito non dovrebbe più essere un problema.
Una volta che il Regno Unito è fuori dalla UE , Johnson ha in programma di iniziare immediatamente a negoziare un nuovo accordo commerciale con l’Europa. Ideale sarebbe un accordo entro la fine del 2020, prima della fine del cosiddetto periodo di transizione durante il quale il Regno Unito sarà ufficialmente fuori dall’UE, ma sarà comunque soggetto a tutte le sue norme e regolamenti. Il periodo di transizione è consentito per evitare un’uscita drammatica . Questo risultato elettorale determinerà senza dubbio i negoziati commerciali e potrebbe portare a una versione più morbida della Brexit, che vedrebbe il Regno Unito più allineato all’UE. La grande maggioranza significa che Johnson non avrà più bisogno di compiacere i “Brexiteer” ( come sono chiamati quelli che vogliono un’uscita immediata dall’Unione Europea) molto duri nel suo partito per ottenere l’approvazione del Parlamento.
La vittoria di Johnson affiderà al partito e al premier una responsabilità molto grande. Garantire un accordo commerciale con un partner più grande e molto più esperto nei negoziati sarà ancora più difficile per il Primo Ministro britannico.
Con la vittoria schiacciante del partito conservatore, ora il premier uscente Boris Johnson andrà direttamente a Buckingham Palace per essere rinominato primo ministro dalla regina Elisabetta II. I membri neoeletti della Camera dei Comuni sceglieranno il loro presidente, lo speaker: con ogni probabilità, dovrebbe essere rieletto Lindsay Hoyle, che è stato eletto poco prima della fine dell’ultima sessione per succedere a John Bercow.Dopo di che, i 650 deputati presteranno giuramento. Si prevede che Johnson annuncerà in fretta il suo nuovo calendario legislativo in un discorso davanti alla regina. Come da tradizione, la sovrana leggerà la lista dei disegni di legge che il premier spera di approvare durante una cerimonia alla Camera dei Lord, non eletti. Dato che il precedente discorso di Elisabetta II risale solo a ottobre, e in vista dell’arrivo delle festività natalizie, si prevede che il programma della cerimonia sia più snello, senza le insegne reali o la cavalleria. Il Regno Unito deve lasciare l’Unione europea entro il 31 gennaio, una data posticipata già tre volte dopo il referendum del 2016. Avendo ottenuto la maggioranza assoluta, Johnson cercherà di far ratificare dal Parlamento l’accordo di divorzio negoziato con Bruxelles, per un’uscita ‘soft’. Dopo di che, il paese entrerà in una fase di transizione in cui le sue relazioni rimarranno invariate con l’Ue fino al 31 dicembre 2020. Questo periodo deve consentire alle due parti di stabilire una nuova relazione in termini di commercio e sicurezza. Il Regno Unito potrebbe anche voler prorogare questo periodo di uno o due anni, ma deve informare l’Ue entro il 1° luglio.Dal canto loro i 27 leader europei hanno ribadito il sostegno a un recesso ordinato di cui chiedono “la tempestiva ratifica e l’effettiva attuazione”. Senza un nuovo accordo o una proroga del periodo di transizione, settori come il commercio e i trasporti rischiano gravi interruzioni.
fonte: https://www.theguardian.com/ https://edition.cnn.com/