Nuova e gravissima escalation militare nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio mondiale di idrocarburi. Le forze armate degli Stati Uniti hanno condotto un’imponente operazione di ritorsione colpendo due petroliere iraniane e circa 100 obiettivi strategici dell’IRGC, mentre sul piano diplomatico si registra una frattura al G20 Finanze a causa dell’opposizione della Cina.
La strategia “tanker for tanker” e i dettagli dell’attacco USA
Gli Stati Uniti hanno inaugurato la dottrina “tanker for tanker”, approvata dal presidente Donald Trump per contrastare le azioni offensive dell’Iran nel Golfo Persico:
- Obiettivi colpiti: La scorsa notte le forze americane hanno attaccato 2 petroliere iraniane, oltre a un centinaio di siti militari comprendenti batterie antiaeree, radar dei Pasdaran, centri di posa mine navali, sistemi di comunicazione e lanciatori di missili e droni.
- Valutazione dei danni: Washington sostiene di aver ridotto per almeno un mese le capacità offensive di Teheran. Contestualmente, la Marina USA continua a scortare le navi commerciali (circa 40 imbarcazioni transitate in sicurezza).
- La risposta iraniana: Teheran ha lanciato circa 25 missili balistici verso la Giordania (10 intercettati, 3 caduti senza vittime) e droni contro basi USA in Bahrain, Kuwait ed Erbil, senza causare impatti decisivi.
- Polemica sui civili: L’Iran accusa gli USA di aver colpito una festa di nozze a Kuhestak (4 morti e 35 feriti); l’ipotesi è stata smentita dal Centcom americano.
Le dichiarazioni di Donald Trump e lo strappo della Cina al G20
| Ambito | Sviluppi Politici e Diplomatici |
| Dichiarazioni di Trump | Attraverso Truth, il presidente americano ha escluso la volontà di spingere l’Iran a un accordo: «Preferisco di gran lunga la nostra posizione attuale, con il controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz e il collasso della loro economia. Quando il popolo iraniano si solleverà?». |
| Dichiarazione G20 Finanze | Al summit di Asheville (USA), i ministri delle Finanze hanno chiesto una «navigazione libera, sicura e prevedibile» a Hormuz per tutelare i mercati energetici. |
| Il veto di Pechino | La Cina è stata l’unico Paese del G20 a rifiutarsi di firmare la dichiarazione congiunta, contestando specificamente il paragrafo dedicato allo Stretto di Hormuz e altre tre sezioni del documento. |