NUOVO CASO POLITICO NELLA MAGGIORANZA, GELO DELLA LEGA
La Farnesina conferma di non essere mai stata messa al corrente delle intenzioni del Ministro della Difesa Trenta, prima delle sue dichiarazioni alla stampa relative alla decisione di ritirare il contingente militare italiano dall’Afghanistan. Ieri il caso politico, con l’annuncio circa la fine di una missione durata quasi 17 anni e costata 54 morti tra i soldati italiani. La notizia ha colto di sorpresa il ministro degli Esteri e la Lega. Fonti di governo hanno poi fatto sapere che l’iniziativa era stata presa d’intesa con il premier.
“Le scomposte reazioni delle opposizioni alla storica notizia del disimpegno italiano e alleato dall’Afghanistan dopo 17 anni, costati al nostro Paese 54 caduti, 650 feriti e mutilati e 7 miliardi di euro, dimostrano che certe forze politiche sono prigioniere di tabu’ ideologici interventisti che impediscono loro di capire una cosa molto semplice, cioe’ che non ci ritiriamo con disonore perche’ abbiamo perso una guerra, ma che si torna a casa perche’ finalmente – ci auguriamo – la guerra finisce grazie a un accordo di pace che garantisce gli obiettivi di sicurezza dell’Occidente”. Lo dichiarano i senatori M5S della Commissione Difesa di Palazzo Madama.
“Restiamo sconcertati dall’approssimazione con la quale il governo affronta la delicata questione dell’Afghanistan. Il fatto che il Ministro degli Esteri abbia manifestato stupore per l’annunciato ritiro delle truppe italiane ci conferma che la vicenda viene gestita con dilettantismo. Ricordiamo che nei mesi passati è stata modificata la legge sulle missioni militari internazionali con un consenso ampio e condiviso di maggioranza e opposizioni dell’epoca e che, proprio adesso, è in corso un confronto in Parlamento su questo delicato tema. Bisogna discutere con trasparenza di questa vicenda ricordando che l’intervento in Afghanistan è stato deciso dalla comunità internazionale dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI).