L’odissea venezuelana di Alberto Trentini e Mario Burlò si è conclusa questa mattina alle 8:30, quando il Falcon del XXXI Stormo, partito da Caracas, ha toccato la pista dell’aeroporto di Ciampino. Ad attendere il cooperante veneziano e l’imprenditore torinese sotto la scaletta c’erano la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a testimonianza della rilevanza politica e umana della vicenda.
I due connazionali, apparsi provati ma in buone condizioni, hanno potuto finalmente riabbracciare i familiari dopo oltre 14 mesi di detenzione (423 giorni per Trentini) trascorsi nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo.
Le prime parole: “Vogliamo solo pace”, hanno dichiarato i genitori di Trentini, interrompendo simbolicamente il “contatore della prigionia” che la stampa aggiornava quotidianamente. Tajani ha rivelato che la svolta è avvenuta domenica sera con una telefonata del ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil Pinto. Il trasferimento in ambasciata è avvenuto alle 3:50 del mattino di ieri, segnando la prima volta in cui i due non sono stati incappucciati durante uno spostamento.

Il rilascio di Trentini e Burlò non è solo un successo umanitario, ma l’apripista per un cambio di passo geopolitico. Il ministro Tajani ha annunciato che l’Italia è pronta a ripristinare appieno le relazioni diplomatiche con il Venezuela, elevando l’attuale incaricato d’affari al rango di Ambasciatore.

I pilastri della strategia italiana
- Tutela dei connazionali: L’obiettivo prioritario resta la liberazione di altri 42 italiani con doppio passaporto (24 dei quali prigionieri politici) ancora detenuti nel Paese.
- Asse Washington-Caracas: Fondamentale il ruolo del Segretario di Stato USA, Marco Rubio, con cui Tajani ha mantenuto un filo diretto per gestire la transizione post-Maduro (definito dal ministro “ormai non più a capo del Paese”).
- Interessi energetici: L’Italia punta a stabilizzare i rapporti per favorire le attività dell’Eni, che ha partecipato a incontri strategici con l’amministrazione Trump per riprendere le estrazioni petrolifere e abbassare i costi dell’energia.
Mentre Alberto Trentini si appresta a tornare a Venezia per un periodo di riposo in intimità, la posizione di Mario Burlò resta sotto la lente dei legali in Italia. L’imprenditore torinese deve affrontare procedimenti pendenti legati al crac dell’Auxilium Torino. Il suo avvocato, Maurizio Basile, ha confermato che, per il momento, la Procura non intende convocarlo, permettendogli un rientro protetto verso il capoluogo piemontese per riprendersi dal trauma della detenzione.


