Svolta decisiva per il personale della scuola e della ricerca. L’Aran e le organizzazioni sindacali (inclusa la Cgil) hanno siglato la pre-intesa per il rinnovo della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) relativo al triennio 2025-2027. L’accordo interessa oltre un milione di dipendenti pubblici e punta a dare una risposta immediata all’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione.
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha espresso forte soddisfazione parlando di “obiettivo raggiunto”, mentre la Premier Giorgia Meloni ha sottolineato come si tratti del terzo rinnovo per il comparto dall’inizio della legislatura: “Una cosa mai accaduta prima”, ha dichiarato via social.
LE CIFRE: AUMENTI E ARRETRATI Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dettagliato le cifre che i lavoratori troveranno presto in busta paga:
- Docenti: Incremento mensile medio di 143 euro lordi, a cui si aggiungono 855 euro di arretrati.
- Personale ATA: Incremento mensile medio di 107 euro lordi, con 633 euro di arretrati.
Considerando i tre contratti firmati dall’insediamento del governo a oggi, gli incrementi complessivi medi raggiungono i 412 euro mensili per i docenti e i 304 euro per il personale ATA.
IL COMMENTO DEI SINDACATI: “UNA RISPOSTA ALL’EMERGENZA” Anche la Cgil e la Flc Cgil hanno apposto la loro firma, definendo l’intesa “una prima risposta concreta all’emergenza salariale”. Il sindacato ha evidenziato come l’accordo garantisca aumenti del 5,9%, in linea con l’indice inflattivo, destinando quasi tutte le risorse al salario fondamentale. Tuttavia, la Cgil ha già annunciato l’apertura di una fase di consultazione e mobilitazione per ottenere ulteriori investimenti volti a migliorare le condizioni di lavoro e tutelare i salari nel caso di nuove fiammate inflattive a fine triennio.
LA FINE DELLA “STAGIONE DEI BLOCCHI” “Ci siamo lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali”, ha ribadito Valditara, spiegando che l’operazione è stata possibile grazie ai finanziamenti delle leggi di bilancio e allo stanziamento di risorse aggiuntive da parte del Ministero (300 milioni per il 2019-21 e 240 milioni per il 2022-24). La priorità ora resta il welfare e il continuo miglioramento delle condizioni retributive per ridare dignità e prestigio sociale alle professioni della conoscenza.