OLTRE 45 MILIARDI DI PATRIMONIALI 2016
Sono oltre 1 milione gli accessi dei contribuenti alla dichiarazione precompilata nei primi 4 giorni dal lancio della piattaforma online, circa il 60% in piu’ rispetto allo scorso anno. La Cgia rileva che nel 2016 gli italiani hanno versato al fisco 45,4 miliardi di euro di imposte patrimoniali. La Fondazione nazionale dei commercialisti fa sapere che e’ il Centro-Nord Italia a fare, con l’89%, ‘la parte del leone’ nell’acquisizione della quota del 5 per mille dell’Irpef, indicata nelle dichiarazioni dei redditi.
E’ un vero e proprio boom di accessi per la dichiarazione precompilata: sono oltre 1 milione gli accessi dei contribuenti nei primi 4 giorni (dal 16 al 20 aprile) dal lancio della piattaforma online, circa il 60% in piu’ rispetto allo scorso anno. Lo comunica l’Agenzia delle Entrate ricordando due importanti novita’: da quest’anno la compilazione sara’ “assistita”, il fisco, infatti, guidera’ il contribuente passo passo nell’inserimento di nuove spese deducibili o detraibili non presenti tra i dati precompilati. E, soprattutto, Non sono previsti accertamenti a chi accettera’ la dichiarazione senza modifiche. Sono circa 925 milioni – si ricorda ancora – le informazioni gia’ inserite nei modelli: dalle spese sanitarie sostenute dai cittadini e comunicati da farmacie, studi medici, cliniche e ospedali, a quelle per le ristrutturazioni edilizie; dalle spese universitarie, assicurative, a quelle relative agli interessi sui mutui e ai contributi previdenziali; ma anche le informazioni catastali sugli immobili, le spese per le rette per asili nido, quelle veterinarie e funebri, oltre ai redditi da lavoro dipendente e da pensione.
Da quest’anno la compilazione della dichiarazione dei redditi sara’ ancora piu’ semplice, grazie all’assistenza online che guidera’ il contribuente passo passo nell’inserimento dei dati relativi agli oneri detraibili e deducibili da indicare nelle sezioni I e II del quadro E. Per esempio, il contribuente che intende modificare il proprio 730 potra’ inserire nuovi documenti di spesa, come uno scontrino della farmacia non pervenuto nella banca dati del Sistema Tessera Sanitaria, oppure modificare, integrare o non utilizzare i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi. Con la dichiarazione dei redditi precompilata, in caso di dichiarazione accettata in autonomia e senza modifiche, il Fisco non richiede piu’ la documentazione che dimostra le spese che danno dritto a deduzioni e detrazioni (scontrini, fatture, bonifici, contratti, ecc.). Un beneficio che si estende anche alle dichiarazioni 730 inviate, con o senza modifiche, tramite Caf e professionisti: saranno questi ultimi, infatti, in caso di controllo documentale, a dover esibire la documentazione al posto dei loro assistiti.
Inoltre, se il cittadino modifica alcuni dati aggiungendone di nuovi o modificando quelli gia’ presenti, l’Agenzia effettuera’ il controllo documentale esclusivamente sui dati aggiunti o rettificati. Non verra’, infatti, effettuato il controllo documentale sui dati relativi agli oneri forniti dai soggetti terzi che non sono stati variati dal contribuente. L’Agenzia delle Entrate elabora i dati e calcola direttamente anche le imposte da pagare o il rimborso da incassare. In caso di rimborso, il contribuente che ha utilizzato il modello 730 lo ricevera’ direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. Chi, invece, non ha un sostituto d’imposta, per esempio perche’ ha perso il lavoro nel corso dell’anno, ricevera’ l’eventuale rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul suo conto corrente bancario o postale (se il contribuente ha indicato sulla piattaforma il suo codice Iban).