La Portaerei ‘Gerald Ford’ e il suo gruppo d’attacco diretti verso i Caraibi. Intanto, un aereo russo atterra a Caracas: Mosca conferma l’invio di armi.
La tensione diplomatica tra Stati Uniti e Venezuela ha raggiunto un nuovo picco di militarizzazione nei Caraibi. L’amministrazione Trump ha intensificato la sua pressione sul regime di Nicolás Maduro, accusato di essere a capo di un “cartello della droga”, con l’invio di una potente flotta navale.
Gli Stati Uniti stanno schierando una forza imponente davanti alle coste venezuelane. La portaerei nucleare USS Gerald Ford, accompagnata da altre tre navi da guerra e con a bordo un totale di 4.000 militari, è attesa nella regione la prossima settimana. La mossa, inquadrata nel presunto contrasto al narcotraffico, segna un inasprimento della crisi.
Dall’altra parte, il leader venezuelano Nicolás Maduro ha invitato i suoi concittadini alla calma: “Calma e nervi saldi,” ha dichiarato, mentre il suo governo ha richiesto assistenza militare a Mosca, Pechino e Teheran.
L’appello di Maduro non è rimasto inascoltato. Il sito “Defense News” ha riferito dell’atterraggio a Caracas di un aereo da trasporto militare russo Il-76 gestito da una società sanzionata (Aviacon Zitotrans), nota per i suoi legami con le strutture militari di Mosca, incluso il Gruppo Wagner.
La fornitura di armi è stata prontamente confermata da Alekseij Zhuravlev, vicepresidente della commissione difesa della Duma russa.
Parole dal Cremlino: “La Russia è in realtà uno dei principali partner tecnico-militari del Venezuela. Forniamo al Paese praticamente l’intera gamma di armamenti, dalle armi leggere agli aerei,” ha dichiarato Zhuravlev.
Il deputato ha poi innalzato il livello della minaccia, dichiarando che Mosca non esclude la possibilità di fornire anche i nuovi missili balistici avanzati Oreshnik, oltre ai già operativi caccia Su-30MK2, sistemi di difesa aerea S-300VM, Pantsir-S1 e Buk-M2E.
L’escalation militare si affianca all’azione penale. L’amministrazione Trump ha già elevato a 50 milioni di dollari la ricompensa per la cattura di Maduro. Il Segretario di Stato Marco Rubio lo aveva in precedenza definito “il capo di un cartello della droga”.
A complicare ulteriormente il quadro, alcuni media statunitensi hanno riportato che l’amministrazione Trump avrebbe autorizzato operazioni segrete della CIA nel Paese sudamericano, intensificando la pressione sotterranea sul regime.
In un altro teatro di crisi, si registra uno scontro di dichiarazioni sul campo ucraino. Mosca afferma di aver “respinto le forze ucraine a Pokrovsk”, ma Kiev ha seccamente smentito tali affermazioni, mantenendo la situazione sul fronte orientale nel consueto clima di incertezza.