TRUMP DISSE A MACRON, ‘LA UE E’ PEGGIO DELLA CINA’
UE, TRUMP DISCUTA AL SUMMIT NATO DI LUGLIO NON SU TWITTER. ‘EVITARE RISPOSTE MELODRAMMATICHE, NOSTRA POSIZIONE E’ NOTA’
‘Ci sara’ un summit della Nato a inizio luglio a Bruxelles, e questa occasione sara’ molto piu’ appropriata della Twittosfera per discutere’. Cosi’ il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas sulle accuse lanciate via Twitter dal presidente Usa Donald Trump sui contributi dei Paesi europei all’Alleanza atlantica, ricordando che la questione non e’ stata toccata al G7. ‘Vorrei evitare risposte melodrammatiche, tutti conoscono la posizione dell’Ue’, ha aggiunto il portavoce.“L’Europa e’ peggio della Cina”: cosi’ Donald Trump avrebbe risposto ad Emmanuel Macron in visita alla Casa Bianca lo scorso aprile, attaccando in particolare la Germania e ipotizzando il blocco dell’ingresso delle auto tedesche negli Stati Uniti. A svelare i contenuti del colloquio tra i due leader alcune fonti presenti all’incontro. Intanto, il giorno dopo il dietrofront di Trump al G7, Francia e Germania reagiscono: ‘Ha distrutto la credibilita’ del G7, per ricostruirla ci vorranno anni’, dice il ministro degli Esteri tedesco Maas. ‘La cooperazione internazionale non puo’ essere dettata da pugni di rabbia e dichiarazioni usa e getta’, afferma Macron.
IL PUNTO – Al termine di due spinose giornate di G7 Donald Trump aderisce al documento conclusivo, ma poi posta un annuncio shock: non firmeremo le decisioni del vertice. La marcia indietro dopo le parole fortemente critiche del premier canadese Justin Trudeau alle tariffe imposte dalla Casa Bianca su alluminio e acciaio: “un insulto” per i canadesi, perche’ motivate dagli Usa con ragioni di sicurezza nazionale. Il tempo di riceverne il resoconto e Trump si dissocia, rilanciando i dazi sulle auto. L’Europa prova a smorzare i toni: “Ci atteniamo al comunicato come approvato da tutti i partecipanti al G7”.
Si è chiuso con un colpo di scena il G7 in Canada. “Ho dato istruzioni di non appoggiare il documento finale del G7”, scrive su Twitter il presidente degli Stati Uniti. Dopo due giorni di trattative ad alta tensione, Donald Trump ha ritirato la firma del documento congiunto definendo il premier canadese Justin Trudeau “un disonesto e un debole”. “Noi canadesi siamo gentili, siamo ragionevoli, ma non ci faremo maltrattare”, è la frase pronunciata da Trudeau che ha fatto infuriare Trump. Il vertice si conclude quindi con una rinnovata minaccia di guerra commerciale globale.

Donald Trump tira in ballo i “dazi sulle auto che invadono il mercato americano”. In viaggio verso Singapore per il vertice con Kim Jong Un, dall’Air Force One il presidente Usa posta su Twitter l’annuncio shock: gli Stati Uniti non firmeranno le decisioni prese dai sette leader delle potenze industrializzate. La rottura con gli alleati potrebbe avere conseguenze imprevedibili.Il premier del Canada, Justin Trudeau, in conferenza stampa a Charlevouix, ha criticato i dazi su acciaio e alluminio decisi da Trump contro Canada, Messico ed Europa. Tariffe che il premier Trudeau definisce “un insulto” per i canadesi, perché motivate dal presidente Usa con ragioni di “sicurezza nazionale”. “Ho detto direttamente al presidente americano che i canadesi non lasceranno facilmente che gli Usa vadano avanti con tariffe significative contro la nostra industria dell’acciaio e dell’alluminio. E non lasceranno che questo avvenga per presunti motivi di sicurezza nazionale”, ha affermato Trudeau.