Quindici anni fa il G8 segnato dalla morte di Carlo Giuliani. Oggi a Genova in piazza Alimonda una manifestazione in suo ricordo, ma anche un convegno DEL sindacato di polizia Coisp dal titolo ‘L’estintore quale strumento di pace’.
Il 20 luglio 2001, durante le giornate di contestazione del G8 di GENOVA, venne ucciso da un colpo di pistola, sparato dal carabiniere Mario Placanica, il 23enne manifestante Carlo Giuliani. In seguito la magistratura prosciolse il carabiniere per uso legittimo delle armi e per legittima difesa. La morte di Giuliani divenne però il simbolo, insieme ai fatti avvenuti nella scuola Diaz e nella caserma Bolzaneto, della dura repressione messa in atto in quei giorni dalle forze dell’ordine italiane, tanto da spingere Amnesty International a parlare di “una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia recente”. A quei fatti seguiranno sette processi, un centinaio di imputati condannati tra cui i vertici della polizia nazionale e locale, oltre 300 udienze, 170 anni di reclusione comminati, otto pubblici ministeri impegnati, circa 120 avvocati per le difese e per le parti civili. E la stima della Corte dei Conti per un danno patrimoniale e all’immagine dello Stato per 12 milioni di euro.
“Nell’anniversario del G8 del 2001, l’organizzazione del convegno ‘L’estintore quale strumento di pace’ rappresenta una grave offesa alla città di Genova ferita dai tragici avvenimenti di quei giorni, aggravata dalla presenza all’evento di rappresentanti delle istituzioni come l’assessore Rixi e il consigliere regionale di Ncd Andrea Costa, che a Roma sostiene il governo Renzi”. Lo hanno affermato in una nota il segretario genovese del Pd, Alessandro Terrile ed i consiglieri regionali Giovanni Lunardon, Valter Ferrando, Luca Garibaldi e Raffaella Paita, commentando l’iniziativa promossa dal sindacato di polizia Coisp. “L’iniziativa -si legge ancora nella nota- altro non è che una provocazione di pessimo gusto che poteva essere evitata perché, anche se sono passati 15 anni dal 2001, per tutti noi la memoria e il vissuto legato a quei giorni sono qualcosa da trattare con il rispetto e la serietà che si devono alla nostra città e a tutti i genovesi”. “Non ci stupisce affatto -prosegue la nota del segretario genovese e dei consiglieri regionali del Pd- che la peggiore destra che oggi governa la Regione Liguria cerchi di recuperare un po’ di consenso cavalcando una ricostruzione distorta di quanto avvenuto in quei giorni”. “Crediamo -conclude la nota- che il rispetto della verità su quei giorni, ricostruito anche dal lavoro della magistratura, sia il miglior modo per onorare il lavoro delle forze dell’ordine chiamate a un sempre maggiore impegno per la sicurezza dei cittadini”.