Alla vigilia del referendum, il centrosinistra scende in piazza per Gaza, dividendo il fronte delle opposizioni in due distinte manifestazioni. Oggi a Roma è attesa una folla di 50.000 persone per la mobilitazione congiunta di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra, per chiedere un cessate il fuoco immediato nella Striscia. La manifestazione è sotto stretta sorveglianza per possibili infiltrazioni di frange estreme pro-Palestina.
In serata, a Milano, Azione, Italia Viva e +Europa terranno un proprio evento intitolato “Due popoli, due Stati, un destino”, evidenziando una divisione strategica all’interno del cosiddetto “campo largo” sulle modalità di protesta e sulla visione del conflitto.
Intanto, scritte contro Israele sono comparse ieri all’ingresso del Teatro Franco Parenti, alimentando le preoccupazioni sull’escalation di tensioni. Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), ha espresso “preoccupazione per la scelta di difendere solo un popolo, quello palestinese, e non anche quello israeliano”.
La segretaria del PD, Elly Schlein, in un’intervista a Repubblica, ha duramente criticato il governo italiano per il suo “silenzio” sul “massacro in corso a Gaza”, un silenzio che si sarebbe “totalmente ammutolito” con l’arrivo di Trump. Schlein ha ribadito la condanna agli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre, ma ha sottolineato la mancanza di una condanna da parte dell’esecutivo italiano per i “crimini di Netanyahu”. La leader PD ha chiesto di “non rinnovare il memorandum di collaborazione militare con Israele” e ha insistito affinché l’Italia “riconosca subito lo Stato di Palestina”, seguendo l’esempio di Spagna e Francia.
Sulla manifestazione odierna a Roma, Schlein ha rassicurato sulla sicurezza, affermando che “non ci sarà alcuno spazio per l’antisemitismo”. Ha inoltre ribadito l’impegno del PD per “due popoli e due Stati in convivenza pacifica”, vedendo la piazza odierna anche come un tentativo di “rammendo dell’opposizione”, convinta che “uniti si vince”.
Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in un’intervista a La Stampa, ha definito la manifestazione di oggi la “‘piazza dell’umanità’ contro la disumanità e di coloro che non hanno voltato la testa dall’altra parte per non vedere i crimini di Netanyahu”. Conte ha accusato il governo Meloni di aver offerto “ampia copertura politica ai crimini di Netanyahu per sudditanza verso Washington”. Il M5S chiede una “minaccia reale di isolamento politico e militare di Israele”, con “totale embargo delle armi e pesanti sanzioni economico-commerciali” e il “riconoscimento simbolico dello Stato di Palestina”. Secondo Conte, ciò che sta accadendo a Gaza non c’entra nulla con la sicurezza di Israele, ma è “un genocidio” che destabilizza l’area e “fa il gioco di chi, come Hamas, ha tutti da guadagnare da una spirale di odio e violenza.”
La Voce da Gaza: Padre Gabriel Romanelli Descrive l’Orrore Quotidiano
Da Gaza, Padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, ha fornito una testimonianza straziante a Repubblica della vita sotto i bombardamenti. Ha descritto un’aria “terribilmente malsana” e la diffusione di malattie per la mancanza di medicine. La quotidianità è segnata dal rischio costante di schegge e dalla tragedia di bambini che, abituati all’orrore, non cercano più riparo.
Padre Romanelli ha espresso la perdita di “speranza umana” a Gaza, ma ha anche notato un cambiamento recente in cui “i politici iniziano finalmente a parlare”. Ha sottolineato l’urgenza di agire, ricordando i “settemila bambini” morti e chiedendo di fermarsi “al primo bambino morto, israeliano o palestinese che fosse”. Ha espresso gratitudine al Papa e ai milioni di cristiani che pregano, ma ha esortato i leader a “non limitarsi a pregare ma di lavorare per la pace. La pace è possibile: si deve fare. Adesso”.