Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, starebbe valutando un’operazione militare per liberare i circa 50 ostaggi ancora detenuti a Gaza. L’indiscrezione, riportata da un alto funzionario israeliano, nasce dalla convinzione che Hamas non sia interessato a raggiungere un accordo negoziale per il loro rilascio.
La pressione sul governo israeliano è aumentata nel fine settimana, dopo la diffusione di video che mostrano due ostaggi, Rom Breslavsky ed Evyatar David, in condizioni disumane. La fonte governativa ha spiegato che “c’è una crescente consapevolezza che Hamas non sia interessata a un accordo” e che il primo ministro sta spingendo per una “soluzione militare”, accompagnata dalla distribuzione di aiuti umanitari. L’operazione prevederebbe un’espansione dell’offensiva in aree sensibili e nei campi profughi del centro di Gaza, finora evitati proprio per la presenza degli ostaggi.
L’ipotesi di un’azione militare ha scatenato la dura reazione del “quartier generale” delle famiglie degli ostaggi. In un comunicato, hanno accusato Netanyahu di “preparare il più grande piano di inganno” e di condurre “Israele e gli ostaggi alla rovina”. Secondo le famiglie, l’espansione della guerra “mette a repentaglio la vita degli ostaggi, che sono già in immediato pericolo di morte” e che “non sopravviveranno ad altri lunghi giorni d’inferno”.
Contrariamente a quanto trapelato, l’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff, ha dichiarato alle famiglie degli ostaggi che Netanyahu è impegnato a porre fine al conflitto e che Hamas è pronto al disarmo.
Netanyahu, dopo aver espresso il suo shock per le condizioni degli ostaggi mostrate nei video, ha duramente attaccato Hamas. “Li vedete marcire in una prigione, ma i mostri di Hamas hanno braccia spesse e carnose”, ha dichiarato il premier, accusando il gruppo terroristico di “farli morire di fame proprio come i nazisti hanno fatto morire di fame gli ebrei”.
Il portavoce dell’ala militare di Hamas, Abu Obeida, ha replicato, sostenendo che gli ostaggi non vengono deliberatamente affamati ma che la loro condizione è una diretta conseguenza della “fame e dell’assedio a Gaza”. Obeida ha aggiunto che Hamas è pronta a fornire cibo e medicine agli ostaggi, a patto che Israele “fermi i raid aerei e apra corridoi umanitari”.