L’attesa è finita. Dopo intense trattative, è stato siglato l’accordo tra Israele e Hamas per la prima fase del piano di pace a Gaza, scatenando immediate celebrazioni per le strade della Striscia. L’intesa, che dà il via al cessate il fuoco, prevede un imminente scambio di prigionieri e l’inizio del ritiro parziale delle forze israeliane.
Secondo una fonte di Hamas citata dal Times of Israel, entro 72 ore dall’entrata in vigore dell’accordo, Israele si impegna a rilasciare 1.950 prigionieri palestinesi in cambio di 20 ostaggi israeliani ancora in vita. Un punto di frizione riguarda la sorte dei corpi degli ostaggi deceduti: il Wall Street Journal riporta che Hamas ha chiesto circa dieci giorni di tempo per localizzarli e restituirli.
Il Ritiro e L’Impegno USA
L’esercito israeliano ha già iniziato i preparativi per il ritiro parziale dalla Striscia di Gaza, come previsto dalla prima fase dell’accordo.
Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump ha confermato il pieno sostegno di Washington all’intesa. Trump ha assicurato che gli Stati Uniti contribuiranno attivamente alla ricostruzione di Gaza e a mantenerne la sicurezza.
A testimonianza dell’impegno americano, l’inviato speciale Avi Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump, sono attesi in Israele tra questa sera e le prime ore di venerdì. I due funzionari partono da Sharm el Sheik, in Egitto, sede dei negoziati che hanno portato alla storica firma.
L’accordo ha raccolto il favore dell’Autorità Palestinese. Il presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha espresso soddisfazione, definendo l’intesa una “speranza per i due Stati,” riaffermando l’obiettivo di una soluzione politica duratura.
Tuttavia, non sono mancate le voci critiche all’interno del governo israeliano. Il ministro delle Finanze di estrema destra, Bezalel Smotrich, ha confermato la sua netta contrarietà all’accordo.
Con le celebrazioni in corso a Gaza e le operazioni di ritiro in preparazione, l’attenzione si concentra ora sull’imminente attuazione dello scambio di prigionieri, il primo passo concreto verso la de-escalation del conflitto.
L’accordo per una prima fase del piano di pace a Gaza attende ancora il via libera definitivo. L’ufficio del premier israeliano ha infatti precisato che il cessate il fuoco non sarà attivo finché non sarà ratificato dal governo. La cruciale riunione del gabinetto di sicurezza, seguita da quella del governo, è in programma per questo pomeriggio alle 17:00 ora locale (16:00 in Italia).
L’Annuncio di Trump e la Conferma di Hamas
A dare la notizia di una svolta è stato il presidente americano Trump, con un post su Truth in cui si è detto “molto orgoglioso” che Israele e Hamas abbiano “entrambi sottoscritto la prima fase del nostro Piano di Pace”. L’intesa prevederebbe il rilascio di tutti gli ostaggi e il ritiro delle truppe israeliane “secondo una linea concordata, come primo passo verso una Pace Forte, Duratura e Perenne.” Trump ha ringraziato i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia per aver reso possibile l'”Evento Storico e Senza Precedenti”.
Contemporaneamente, Hamas ha confermato il raggiungimento di un accordo per “porre fine alla guerra a Gaza, il ritiro dell’occupazione, l’ingresso degli aiuti e lo scambio di prigionieri,” come riportato da Al Jazeera. Il movimento ha tuttavia esortato Trump e gli “Stati garanti” a “obbligare l’occupazione ad attuare pienamente l’accordo” e a non permettere ritardi o elusioni.
L’approvazione non sembra scontata all’interno del governo israeliano. Il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, ha già annunciato che voterà contro l’accordo, che include la liberazione dei prigionieri palestinesi in cambio degli ostaggi.
Intanto, la notizia ha sollevato un’ondata di reazioni internazionali positive.
Dall’Europa agli Stati Uniti, fino al Medio Oriente, l’annuncio è stato salutato come un passo cruciale verso la fine del conflitto.
- La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha lodato gli sforzi diplomatici di USA, Qatar, Egitto e Turchia, sottolineando che “tutte le parti devono rispettare pienamente i termini dell’accordo” e che “deve essere stabilito un cessate il fuoco permanente.” Ha inoltre ribadito il sostegno dell’UE alla consegna degli aiuti umanitari e all’obiettivo della soluzione a due Stati.
- Il Cremlino, per voce del portavoce Dmitry Peskov, ha accolto “con favore” gli sforzi per “porre fine all’incendio di Gaza”.
- La Cina ha auspicato un cessate il fuoco “permanente e globale il prima possibile”.
- Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, ha espresso la speranza che l’intesa sia “preludio al raggiungimento di una soluzione politica sostenibile che ponga fine all’occupazione israeliana e porti alla creazione di uno Stato palestinese.”
- Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ringraziato Trump e i Paesi mediatori.
Italia Pronta a Contribuire alla Stabilizzazione
Anche l’Italia ha espresso grande soddisfazione. La premier Giorgia Meloni ha definito l’accordo una “straordinaria notizia” e ha ringraziato Trump e i mediatori, esortando tutte le parti a “lavorare per realizzare rapidamente i passi successivi previsti dal Piano di Pace.”
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sarà oggi a Parigi per una riunione ministeriale che vedrà la partecipazione di diverse nazioni occidentali e del Quintetto Arabo, con l’obiettivo di concordare un contributo concreto al piano di pace statunitense. Tajani ha dichiarato che l’Italia è pronta a contribuire “ai futuri assetti di governance e sicurezza di Gaza, lavorando per il processo di disarmo di Hamas e partecipando alla stabilizzazione e alla ricostruzione,” con l’obiettivo finale di sostenere la soluzione dei due Stati.
L’attenzione resta ora puntata su Gerusalemme, dove si attende l’esito della votazione del governo israeliano che darà il via libera o meno all’attuazione dell’accordo.