“L’impatto economico della guerra” in Ucraina sull’Ue “non sarà insignificante, sarà serio, a causa dell’impennata dei prezzi delle materie prime, delle conseguenze dell’inflazione e anche per i costi fiscali che gli Stati membri affronteranno per la crisi energetica e la crisi dei rifugiati”. Lo ha detto il commissario europeo per l’Economia,a maregine dei la vori dell’Eurogruppo.
Il Pil dell’Eurozona “sara’ influenzato” dalla guerra in Ucraina a causa dei “prezzi delle materie prime significativamente piu’ elevati, in particolare del gas e del petrolio, ma anche del grano, da interruzioni maggiori dell’approvvigionamento e rotture di collegamenti commerciali, e da un’incertezza significativamente maggiore, che incide sulla fiducia del settore sia economico che finanziario”. Lo ha detto il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, al termine dell’Eurogruppo. “Anche i costi fiscali”, dalla gestione del caro energia alla crisi dei rifugiati, “possono essere significativi” per gli Stati membri andando a “pesare sui bilanci” nazionali, ha spiegato Gentiloni.
“E’ troppo presto per avere una misura chiara della quantità di questi impatti (del conflitto). La previsione che proietta una crescita del 4% per quest’anno è ora eccessivamente ottimista”. Lo ha affermato il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa al termine della riunione dell’Eurogruppo.”Ci sono diversi canali attraverso i quali il Pil sarà influenzato. L’aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare del gas e del petrolio, ma anche del grano, l’aggravante interruzione dell’approvvigionamento e l’incertezza significativamente maggiore che incidono sulla fiducia del settore economico e finanziario e anche sui costi fiscali possono essere significativi”, ha aggiunto.
L’Eurogruppo esorta i Paesi piu’ indebitati dell’eurozona, tra cui l’Italia, ad apportare “aggiustamenti” per riduro il debito “se le condizioni lo permetteranno”, pur riconoscendo che la guerra in Ucraina ha aumentato l’incertezza sulla ripresa economica. I ministri dell’Economia e delle Finanzie dei Diciannove hanno adottato una dichiarazione sulla posizione fiscale. Il testo include le stesse conclusioni che la Commissione europea ha presentato la scorsa settimana ed esorta Spagna, Francia, Italia, Grecia e Belgio a compiere un adeguamento graduale all’interno di una “strategia credibile di medio termine che continui a promuovere investimenti e riforme” necessaria per le transizioni verde e digitale. “Sulla base delle informazioni a nostra disposizione al momento, riteniamo che sia la scelta giusta. Qualunque sia lo scenario che affrontiamo, la sostenibilita’ del debito sara’ eccezionalmente importante”, ha affermato il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, al termine della riunione. Il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, ha sottolineato che la riduzione del debito in questi Paesi e’ “necessaria”, pur aggiungendo che deve essere fatta in modo “graduale e realistico” per non “uccidere la crescita economica”.