In merito alle polemiche sorte sulla ripresa dei rimpatri dei richiedenti asilo verso l’Italia, il Ministero dell’Interno tedesco esprime sorpresa, confermando l’applicazione dell’accordo bilaterale sottoscritto nell’autunno 2025 in concomitanza con il nuovo Patto UE su Asilo e Migrazione (GEAS).
1. La posizione del governo tedesco
Rispondendo ai quesiti sollevati dal dibattito politico e mediatico, una portavoce del Ministero dell’Interno di Berlino ha precisato i contorni dell’intesa:
- Sconcerto per il clamore: Berlino si dice “sorpresa dal clamore”, evidenziando come la cooperazione tra Italia e Germania in tema di politiche migratorie sia solida e continuativa.
- Pilastro di Schengen e del GEAS: Un Regolamento di Dublino pienamente operativo è considerato da Berlino il presupposto essenziale per l’efficacia del nuovo Sistema Europeo Comune di Asilo (GEAS), entrato in vigore a giugno 2026.
- L’Accordo bilaterale: La ripresa dei trasferimenti poggia su una precisa intesa sottoscritta tra i due Paesi nell’autunno del 2025.
2. L’ambito di applicazione e le divergenze sui retroattivi
Il punto cruciale chiarito dal ministero tedesco riguarda la decorrenza temporale delle procedure di riammissione:
- In vigore da metà giugno 2026: L’accordo bilaterale si applica prioritariamente alle domande d’asilo e agli ingressi registrati dalla metà di giugno 2026 in poi, con l’entrata in funzione delle nuove regole europee.
- Il nodo dei casi pregressi: Rimangono oggetto di confronto e divergenza con Roma le posizioni dei migranti giunti in Germania prima di metà giugno 2026. Secondo Berlino, le situazioni precedenti non rientrano sostanzialmente nell’ambito dell’intesa bilaterale e vanno gestite secondo i vecchi criteri.