Dopo lo scontro diplomatico con la Spagna sui controlli alle frontiere, si apre per il governo italiano un secondo e delicato fronte migratorio nel cuore dell’Unione Europea. Il governo tedesco guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha annunciato la ripresa dei respingimenti dei richiedenti asilo verso il primo Paese di ingresso comunitario, fissando il primo trasferimento per il 19 agosto.
1. La svolta di Berlino e il caso simbolo
La decisione del governo tedesco, anticipata da un’inchiesta di Repubblica, segna la fine del blocco informale dei trasferimenti dei richiedenti asilo soggetti al Regolamento di Dublino:
- Il primo caso fissato al 19 agosto: La prima persona che verrà trasferita in Italia è Abdirisaq Warsame, una ragazza somala di 22 anni giunta in Germania a marzo 2026 dopo essere passata per l’Italia. Nonostante la presenza in territorio tedesco di madre, fratello e parenti, il Ministero dell’Interno tedesco ha respinto la domanda d’asilo dichiarando la piena competenza delle autorità italiane.
- La procedura del “silenzio-assenso”: A seguito del mancato riscontro da parte di Roma entro le due settimane dalla notifica inoltrata dalle autorità di Berlino a giugno, è scattata la clausola del silenzio-assenso che formalizza il trasferimento coatto.
2. Le motivazioni politiche e il quadro normativo UE
La mossa del Cancelliere Friedrich Merz si inserisce in un contesto politico interno ed europeo particolarmente teso:
- Pressione politica interna: La linea intransigente sui rimpatri secondari risponde alla necessità di contenere l’avanzata nei sondaggi del partito di opposizione Alternative für Deutschland (AfD).
- L’applicazione del Geas: Un portavoce del Ministero dell’Interno tedesco ha ribadito che il funzionamento dei trasferimenti verso Italia e Grecia è il prerequisito fondamentale per l’attuazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo (Geas), entrato in vigore il 12 giugno 2026.
- Lo stop al pregresso: Sebbene nel dicembre 2025 Italia e Germania avessero concordato un’intesa sul superamento dei casi pregressi acumulati dal 2022 (anno in cui l’Italia aveva sospeso i rientri), Berlino esige ora la rigorosa applicazione delle norme per tutti i flussi registrati nel 2026.