SCOTLAND YARD, MANDATO CATTURA RESTA. L’OMBRA DEGLI USA
La procura svedese ha archiviato le indagini sulle accuse di stupro nei confronti del fondatore di Wikileaks e ritirato il mandato di cattura. Da cinque anni Assange e’ rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador di Londra per sfuggire alla richiesta di estradizione da parte dei giudici di Stoccolma che, possibile preludio ad una richiesta di estradizione negli Usa. Ma Scotland Yard tiene duro, il mandato di cattura resta valido. Wikileaks accusa la Gran Bretagna di celare carte su una richiesta di estradizione degli Usa. Intanto WikiLeaks pubblica oggi documenti sul progetto ‘Athena’ della Cia in grado di attaccare i computer con il nuovo sistema operativo di Microsoft, Windows 10, e rubare i dati.
La procura svedese ha archiviato l’inchiesta nei confronti di Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks, che si trova nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, era accusato di stupro. Il capo della procura, Marianne Ny, ha annunciato oggi la chiusura di una indagine durata sette anni. Il magistrato, si legge in una nota, “ha deciso di interrompere l’indagine”. La decisione arriva alla vigilia dell’udienza del tribunale che dovra’ decidere sul mandato di cattura internazionale emesso a suo tempo dalla Svezia. Assange vive nella rappresentanza diplomatica dell’Ecuador dal 2012, e il suo timore e’ sempre stato che, una volta trasferito in Svezia, potesse essere estradato negli Stati Uniti e li’ affrontare un eventuale processo per aver divulgato centinaia di migliaia di documenti diplomatici e dei servizi segreti militari americani.
La polizia britannica arrestera’ Julian Assange se quest’ultimo mettera’ piede fuori dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra. “Il tribunale di Westminster – si legge in una comunicato di Scotland Yard postato su Twitter – emise un mandato di cattura per Julian Assange dopo che questi si rifiuto’ di presentarsi alla Corte il 29 giugno del 2012”. Scotland Yard, che afferma di essere “obbligata a eseguire quel mandato di cattura”, aggiunge che, caduta l’inchiesta svedese per stupro rimangono in piedi “accuse molto meno gravi” e che richiedono una “risposta proporzionata” da parte della stessa polizia.
Nel 2010 Assange fu accusato di stupro da due donne che avevano ritrattato e poi riconfermato: la procura emise un mandato d’arresto che molti hanno ritenuto fosse strumentale alla sua estradizione verso gli Stati Uniti, che non hanno mai dimenticato la pubblicazione dei cablo diplomatici di decine di ambasciate a stelle e strisce nel mondo. Fu, quello, un colpo durissimo inferto all’amministrazione Obama, che solo al termine del su doppio mandato ha voluto perdonare Chelsea Manning, marine che aveva girato i file ad Assange. Lui ha sempre definito una montatura le accuse assicurando che i rapporti erano consensuali e, dopo una lunga fuga, cinque anni fa trovo’ riparo nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.
L’indagine viene chiusa non perche’ non siano state trovate prove contro Assange ma per la impossibilita’ di procedere in sua assenza. E’ necessario, ha spiegato il magistrato, che “si possano notificare formalmente le accuse ad Assange. Da questo punto di vista non possiamo aspettarci un aiuto dall’Ecuador”. Dunque, per Marianne Ny, che guida la procura di Svezia, “non vi e’ ragione di credere che la decisione di consegnarlo a noi possa essere messa in atto in un immediato futuro”. “Poiche’ sono state esauriti tutti i margini esistenti per un approfondimento dell’inchiesta – ha sottolineato – non appare proporzionato il mandato di cattura in sua assenza”. La donna che accusa Assange lo denuncio’ nell’agosto del 2010. Racconto’ alle autorita’ di averlo incontrato pochi giorni prima nel corso di una conferenza di Wikileaks a Stoccolma, e che lui approfitto’ del sonno di lei per stuprarla senza preservativo. Lei, in precedenza, gli aveva sempre rifiutato un rapporto sessuale non protetto, ma il blogger 45enne la pensava diversamente. Lo scorso novembre la procuratore svedese fu presente a un interrogatorio dell’australiano nella sede diplomatica dell’Ecuador e gli pose alcune domande attraverso un magistrato ecuadoriano. Il test di quell’interrogatorio giunse a Stoccolma quattro giorni dopo ma “tutti i documenti erano stati tradotti – ha spiegato Ny – in spagnolo, poi in inglese, poi ancora in spagnolo e poi nella lingua svedese”. Tutto cio’ ha rappresentato un ostacolo per l’indagine. Successivamente sono arrivate: le elezioni presidenziali in Ecuador, che hanno visto la vittoria del socialista Lenin Moreno, e dunque della stessa linea che aveva garantito ad Assange ospitalia’ nella sede diplomatica; una protesta da Quito, che in una lettera dell’8 maggio scorso ha criticato Stoccolma per la “mancanza di progressi” nell’indagine; la posizione espressa nel febbraio del 2016 da un Gruppo di lavoro dell’Onu sulla detenzione arbitraria, che aveva chiesto l’annullamento del mandato di cattura contro Assange. Stoccolma, alla fine non ha retto alle pressioni. Il caso potra’ essere riaperto solo se Julian Assange tornera’ in Svezia entro agosto del 2020, quando il reato sara’ prescritto.
La reazione di Julian Assange alla decisione con cui la magistratura svedese ha archiviato le accuse contro di lui e’ un sorriso. Questo e’ immortalato in un primo piano, messo sull’account Twitter del fondatore di Wikileaks.
Una delle due donne che accuso’ Julian Assange di averla stuprata e’ “scioccata” dalla decisione con cui la magistratura svedese ha archiviato il caso dopo sette anni. “E’ uno scandalo – ha detto la sua avvocata, Elisabeth Fritz – che una persona sospettata di stupro possa sfuggire alla giustizia e addirittura evitare i tribunali. La mia cliente accusa ancora oggi Assange di averla stuprata”.