In una lunga intervista rilasciata al direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni traccia un bilancio di quattro anni alla guida del governo. La premier rivendica la linea di politica estera, la stabilità economica e la fermezza del suo posizionamento, inviando messaggi chiari alla maggioranza e all’opposizione in vista delle scadenze future.
Politica estera ed Europa: no all’asse con chi è contro l’Ucraina
Sul piano internazionale, Meloni conferma l’intransigenza sull’atlantismo e il sostegno all’Ucraina, escludendo intese con chi si oppone all’invio di aiuti a Kiev:
«Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora per calcolo politico o elettorale. Sono una persona seria, chi cerca un premier che cambia idea in base al sostegno di questo o di quel partito deve rivolgersi altrove. Non ho sostenuto l’Ucraina per Kyiv, l’ho sostenuta per Roma: l’Italia avrebbe tutto da perdere senza le regole della pacifica convivenza».
Prendendo le distanze dall’impostazione federalista promossa da Mario Draghi, la premier propone una visione alternativa dell’Unione Europea:
- Europa confederale: Mantenerne la sovranità degli Stati nazionali concentrando l’azione comune solo sulle materie strategiche, sfruttando lo strumento della cooperazione rafforzata.
- Cordoni sanitari: Secondo la premier, tentare di isolare partiti come la destra tedesca di AfD «è una strategia che non funziona», rimarcando come sia necessario affrontare nel merito le questioni come l’immigrazione e la difesa dell’identità.
Economia, occupazione ed energia
Passando al quadro macroeconomico, Meloni stima una crescita del PIL all’1% per il 2026, in linea o superiore alla media della zona euro, difendendo le misure adottate dal governo:
- Fisco e redditi: Riduzione delle tasse su imprese e famiglie, con vantaggi annui per i lavoratori dipendenti a 26 mila euro compresi tra 1.200 e 2.400 euro, estensione della flat tax per gli autonomi e sgravi per le madri lavoratrici.
- Lavoro: Incremento di oltre un milione di occupati, con un aumento di 1,3 milioni di contratti a tempo indeterminato e riduzione del precariato.
- Strategia energetica: Nel rammaricarsi per non aver potuto azzerare il caro bollette, Meloni indica la rotta nell’accelerazione sulle rinnovabili, l’estrazione di idrocarburi e la riapertura al nucleare di nuova generazione.
Ddl Antisemitismo e la vita da premier
Sul fronte interno, la premier accusa la sinistra di essere spaccata sull’adozione della definizione IHRA nel disegno di legge contro l’antisemitismo, sostenendo che un’area dell’opposizione fatichi a condannare le forme di odio legate all’integralismo islamico.
Commentando la fatica del governare, Meloni ammette che «ci sono stati giorni in cui è parso di nuotare nella colla per i mille ostacoli invisibili da fuori». E concede una parentesi ironica regalando consigli cinematografici ai colleghi di partito e avversari:
- Elly Schlein e Giuseppe Conte: Una poltrona per due
- Matteo Renzi: Ritorno al futuro
- Carlo Calenda: L’ultimo dei Mohicani
- Roberto Vannacci: Il Mago di Oz (per l’immagine gigante proiettata dai video con l’IA)
- Matteo Salvini e Antonio Tajani: La serie Stranger Things (per «la comitiva all’apparenza improbabile che combatte una battaglia più grande di lei»)