La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati incassa il via libera della Camera. Il disegno di legge ottiene 174 voti favorevoli, 92 contrari e 5 astenuti. Assieme alla maggioranza, hanno votato a favore Azione e Più Europa, mentre Italia Viva si é astenuta perché é contraria al sistema del sorteggio. Hanno votato contro invece Pd, M5s e Avs. Essendo una riforma costituzionale occorreranno quattro letture conformi da parte dei due rami del Parlamento e se i voti favorevoli nelle ultime due letture non raggiungeranno la richiesta maggioranza di due terzi, le norme del disegno di legge saranno sottoposte ad un referendum confermativo. “Credo che il percorso della riforma – che ora passa al Senato – sarà abbastanza rapido e confido che potremo chiuderla abbastanza velocemente”, ha affermato il ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani.
LE NOVITA’
DUE CSM: vengono previsti due distinti organi di autogoverno, il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura richiedente. La presidenza di entrambi i Csm è attribuita al Presidente della Repubblica, mentre sono membri di diritto del Consiglio superiore della magistratura giudicante e del Consiglio superiore della magistratura richiedente, rispettivamente, il primo Presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti di ciascuno dei Csm sono estratti a sorte, per un terzo da un elenco di professori e avvocati compilato dal Parlamento in seduta comune e, per i restanti due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati richiedenti. Si prevede, inoltre, che i vicepresidenti di ciascuno degli organi sono eletti fra i componenti sorteggiati dall’elenco compilato dal Parlamento. I componenti designati mediante sorteggio durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successivo. I componenti non possono, finche’ sono in carica, essere iscritti negli albi professionali né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
ALTA CORTE DISCIPLINARE: l’altra novità riguarda l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare alla quale é attribuita la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, sia giudicanti che richiedenti. L’organo è composto da 15 giudici così selezionati: 3 componenti nominati dal Presidente della Repubblica; 3 componenti estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune; 6 componenti estratti a sorte tra i magistrati giudicanti in possesso di specifici requisiti; 3 componenti estratti a sorte tra i magistrati richiedenti in possesso di specifici requisiti. Il presidente dell’Alta Corte deve essere individuato tra i componenti nominati dal Presidente della Repubblica e quelli sorteggiati dall’elenco compilato dal Parlamento. Si prevede la possibilità di impugnare le sentenze dell’Alta Corte dinnanzi all’Alta Corte medesima, che giudica in composizione differente rispetto al giudizio di prima istanza. I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni. L’incarico non può essere rinnovato. L’ufficio di giudice dell’Alta Corte è incompatibile con quelli di membro del Parlamento, del Parlamento europeo, di un Consiglio regionale e del Governo, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni altra carica e ufficio indicati dalla legge.
È il primo passo per l’introduzione della separazione delle carriere, da lungo tempo cavallo di battaglia del centrodestra, e salutato come una vittoria dal ministro della Giustizia Carlo Nordio: “La separazione delle carriere è stata un grande successo del mio governo e della mia storia personale. Comprendo che le cose che ho scritto in questi ultimi 30 anni possono non essere completamente realizzate, ma la madre delle riforme, che è la separazione delle carriere e soprattutto l’istituzione dell’alta corte di giustizia. e il sorteggio dei magistrati, avrà a seguire tutta una serie di conseguenze positive per la stessa magistratura”. Ma la strada però, dice Nordio, è ancora lunga. Con ogni probabilità si dovrà ricorrere al referendum, “sia per una ragion pura, perché non vi saranno i due terzi sia per una ragione pratica: per una materia così complessa, delicata, e anche di grande sensibilità politica, è bene che si pronuncia il popolo”. Un’altra novità di rilievo è la creazione dell’Alta Corte disciplinare, organo indipendente con competenza esclusiva sulle questioni disciplinari che riguardano magistrati giudicanti e richiedenti. La riforma, però, non è stata e non sarà privata di dibattito: le opposizioni infatti si sollevano preoccupazioni sull’efficacia del sorteggio nel garantire competenza e rappresentatività, ma anche sull’impatto stesso della separazione sull’unitarietà della funzione giudiziaria.
Assolutamente contraria e criticamente compatta la magistratura. “La posizione di Magistratura Indipendente é di netta contrarietà a tutti gli aspetti della riforma, ossia la separazione delle carriere, la designazione dei componenti togati del Csm mediante sorteggio, lo sviluppo del ruolo del Csm, cui è sottratta la funzione di giudice disciplinare. La separazione delle carriere rafforzerà la posizione dei pubblici ministeri e non risolverà i problemi che affliggono la giustizia”, afferma il Presidente di Magistratura Indipendente ed ex consigliere del Csm, Loredana Miccichè. Per Magistratura Democratica «quella costituzionale sulla giustizia non é una riforma con cui si separa alcunché, ma si crea un nuovo corpo di burocrati, benché chiamati giudici, ed un nuovo corpo di accusatori, non più pubblici ministri orientati a fini di giustizia e perciò autonomi e indipendenti, bensì avvocati della polizia, dipendenti dalle investigazioni della polizia e, in ottica futura, destinati a finire sotto il controllo del potere esecutivo e del governo di turno”.
La componente di Md ha chiesto all’Associazione nazionale magistrati “forme di protesta decise e ferme”, ovvero che “in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario” – previste per fine gennaio – “i magistrati, con toga indosso e copia della Costituzione alla mano, abbandonino l’aula nel momento in cui il rappresentante del Ministero della Giustizia prenderà la parola”. «Ribadiamo la nostra profonda preoccupazione per una riforma costituzionale che mette a rischio l’autonomia e l’indipendenza della magistratura – sottolinea l’Anm -.Una riforma sbagliata che non migliora sotto alcun punto di vista il servizio giustizia ma che agisce esclusivamente sulla magistratura e toglie garanzie a tutti i cittadini italiani. La separazione delle carriere determina l’isolamento del pm e ne mortifica la funzione di garanzia. Nel pieno rispetto delle scelte del legislatore vogliamo lanciare nuovamente l’allarme per i rischi che questa riforma porterà con sé”.
“La madre delle riforme, che è la separazione delle carriere , e soprattutto l’istituzione dell’Alta Corte di Giustizia, e il sorteggio dei magistrati avrà a seguire tutta una serie di conseguenze positive per la stessa magistratura. La magistratura oggi è indipendente dal potere esecutivo, e deve esserlo e lo resterà ma non è affatto indipendente da se stessi. I magistrati dipendono oggi dalla sedimentazione correnti che li tiene sotto tutela . In questo modo noi li svincoleremo e spezzeremo questo legame patologico che unisce elettore ed eletto e che trova la sua manifestazione più patologica nell’ambito della sezione disciplinare». Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio al question time al Senato, per il quale “finché ci sarà un giudice che è composto da persone elette dai giudicandi questa cosa resterà così, noi di averla spezzata