Il governo accelera sulla riforma della giustizia, ma il percorso verso il referendum confermativo si trasforma in un campo di battaglia che coinvolge magistrati, avvocati penalisti e leader politici. Il Guardasigilli Carlo Nordio, in un’intervista al Corriere della Sera, ha rotto gli indugi sulla tempistica: la consultazione popolare dovrebbe tenersi, presumibilmente, nella seconda metà di marzo.
Uno dei punti più caldi riguarda il mancato faccia a faccia tra il Ministro e l’Associazione Nazionale Magistrati. Nordio ha lanciato un affondo durissimo contro il sindacato delle toghe, accusando i vertici (il presidente Parodi e il segretario Maruotti) di aver rifiutato ogni dibattito “uno contro uno”.
“Se non vengono, vuol dire che hanno paura del confronto con me”, ha incalzato il Ministro, respingendo la tesi dei magistrati che preferirebbero discutere con esponenti politici piuttosto che con membri del governo per non “politicizzare” il ruolo.
Al centro della contesa c’è anche la raccolta firme avviata dai cittadini e dalle opposizioni contro la riforma. Il Ministro smentisce la volontà di fare un “blitz” elettorale e sostiene che proprio l’iniziativa popolare abbia spinto il governo a una riflessione più cauta sulla data, concordata idealmente con il Quirinale.
L’attacco di Conte: Il leader pentastellato ha risposto duramente alla definizione di “superflua” data da Nordio all’iniziativa popolare: “Nessuna partecipazione dal basso è inutile, specie contro provvedimenti pro-casta che proteggono i politici dalle inchieste”. Secondo Conte, sono proprio le 200.000 firme raccolte in pochi giorni ad aver frenato le mire del governo.
La posizione dei Penalisti: l’Unione Camere Penali Italiane (UCPI) sposa invece una tesi opposta. Secondo gli avvocati, promuovere una nuova raccolta firme per un referendum già ammesso dalla Cassazione non serve a favorire la democrazia, ma rappresenta una “fuga dal referendum”, un tentativo di rinviare e allontanare il momento del voto.
Non mancano le critiche sul metodo. Filiberto Zaratti (AVS) ha accusato il Ministro di arroganza e disprezzo verso la democrazia, dopo che Nordio ha ammesso di aver preferito “conservare” le risposte alle obiezioni parlamentari per un libro di prossima uscita, evitando così di alimentare il dibattito in Aula che avrebbe allungato i tempi “alle calende greche”.
Verso il voto: i punti chiave della Riforma Nordio
In vista del referendum di marzo, i cittadini saranno chiamati a esprimersi su pilastri fondamentali che potrebbero ridisegnare l’ordinamento giudiziario italiano:
| Tema | Sintesi della Riforma |
| Separazione delle Carriere | Distinzione netta tra magistratura inquirente (PM) e giudicante. |
| CSM | Sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura e sorteggio per i membri. |
| Responsabilità Civile | Nuove norme sulla responsabilità dei magistrati per errori giudiziari. |