Approvata la riforma Nordio con 106 sì. Opposizioni pronte al referendum. Proteste in Aula, Pd accusa: “Costituzione capovolta”.
Con 106 voti favorevoli, 61 contrari e 11 astensioni, il Senato ha dato il secondo via libera alla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati e prevede un doppio CSM. Un passo significativo per il governo Meloni, che vede concretizzarsi un impegno a lungo sostenuto dalla destra e, in particolare, da Forza Italia, che ha dedicato il voto a Silvio Berlusconi, storico fautore della riforma.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto l’approvazione con soddisfazione sui social, definendola “un passo importante verso un impegno che avevamo preso con gli italiani”. Anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha parlato di un “passo molto importante verso l’indipendenza della magistratura da se stessa, dalle sue correnti e anche un balzo gigantesco verso l’attuazione del processo accusatorio”.

Nonostante la maggioranza dei voti, la seduta del Senato è stata caratterizzata da forti proteste delle opposizioni. I senatori del Partito Democratico hanno mostrato cartelli con la Costituzione capovolta, mentre il Movimento 5 Stelle ha esposto foto di Falcone e Borsellino messe a confronto con quelle di Berlusconi e Licio Gelli, a simboleggiare, secondo loro, un “disegno” della P2.
Le opposizioni si dicono pronte a scendere in campo per il referendum confermativo, che si terrà presumibilmente nella primavera del prossimo anno, qualora non venga raggiunta la maggioranza dei due terzi nelle prossime due letture parlamentari. Giuseppe Conte (M5S) ha ribadito che la riforma “realizza il disegno di Licio Gelli”, mentre Peppe De Cristofaro (AVS) ha accusato la maggioranza di voler “rompere la separazione dei poteri, subordinando alla politica il potere giudiziario”.
Anche il PD, per voce di Dario Franceschini, ha paventato un “boomerang”, sostenendo che un CSM dei soli PM, “separato, autonomo, autogestito, dai confini ignoti” trasformerà i PM in “superpoliziotti”, con un “rischio ignoto” per i cittadini.
L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha espresso la propria preoccupazione, affermando che la riforma “addomestica i magistrati” e “toglierà garanzie ai cittadini”, con il chiaro intento di far sì che la magistratura “rinunci al proprio compito di controllo di legalità”. L’ANM ha promesso di continuare la protesta fino al referendum.
In concomitanza con il voto sulla giustizia, in Aula si è consumato anche il Question Time, con il PD che ha annunciato una richiesta al ministro Nordio sul “caso Almasri”. Intanto, continuano le polemiche per il premio Italia-Israele assegnato a Matteo Salvini in una sala della Camera.
Il testo approvato dal Senato, già licenziato dalla Camera, non subirà modifiche nelle prossime due letture confermative. Contestualmente, è stato varato anche il piano carceri 2025-2027, che prevede la creazione di 15mila nuovi posti.