A una settimana dalla sconfitta referendaria, il clima all’interno della maggioranza resta sospeso tra la volontà di rilancio e il rischio di logoramento. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta valutando in queste ore l’entità di un possibile rimpasto di governo che potrebbe andare oltre la semplice sostituzione dei dimissioni Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi.
Il nome che agita i palazzi della politica è quello di Luca Zaia. L’ingresso del “Dogne” veneto nella compagine ministeriale rappresenterebbe un segnale forte, ma rischierebbe di alterare i delicati equilibri tra i partiti della coalizione, spingendo Forza Italia a rivendicare nuove posizioni e la Lega a puntare nuovamente al Viminale. Per la successione al Turismo, al momento nelle mani della Premier con un interim che si preannuncia breve, resta in pole position la tecnica Alessandra Priante (attuale presidente Enit).
CROSETTO: “ELEZIONI? SAREBBE UN AZZARDO” A gettare acqua sul fuoco delle indiscrezioni circa un possibile voto anticipato è il Ministro della Difesa, Guido Crosetto. In un’intervista rilasciata a Repubblica, il ministro ha invitato ad “archiviare il referendum” per senso di responsabilità nazionale. “Vivere la guerra con l’Iran ventiquattr’ore al giorno impone di lavorare per affrontare le crisi”, ha dichiarato Crosetto, escludendo che il governo debba prendere le distanze dalle strategie statunitensi pur non avendole condivise. Un parere condiviso da Maurizio Lupi (Noi Moderati), secondo cui la priorità deve restare l’attuazione del Piano Casa e dei progetti energetici finanziati dall’Europa.
IL RISCHIO DI UN “MELONI BIS” Il Quirinale osserva la situazione “alla finestra”. Se una sostituzione mirata dei ministri dimissionari sarebbe considerata un atto di routine, un rimpasto più corposo potrebbe configurare la nascita di un “Meloni bis”, richiedendo passaggi formali più complessi. La Premier, secondo fonti a lei vicine, non intende farsi logorare dalle opposizioni e punta a chiarire la prospettiva del suo esecutivo direttamente al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, prima di ogni annuncio pubblico.
ECONOMIA: IL NODO TRANSIZIONE 5.0 Sul fronte economico, il Ministero delle Imprese ha ufficialmente convocato per mercoledì 1° aprile un tavolo di confronto con le associazioni nazionali di categoria. L’incontro nasce dalla necessità di ricucire lo strappo con Confindustria e le altre sigle produttive, infuriate per i tagli ai crediti d’imposta della “Transizione 5.0” contenuti nel recente decreto fiscale. Gli industriali chiedono una “risposta chiara e coerente”, mentre il governo cerca margini di manovra per recuperare le risorse decurtate in sede di conversione del decreto.