Il Governo ha approvato il Decreto-legge 27 luglio 2026, n. 133, introducendo misure d’urgenza per contrastare la fiammata dei prezzi energetici legata alle tensioni sui mercati internazionali.
Il provvedimento dispone un abbattimento complessivo di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio (14 centesimi di accisa e 3 centesimi di IVA), finanziato con un pacchetto da circa 125 milioni di euro. Tuttavia, l’applicazione della misura e le modalità di copertura finanziaria hanno innescato polemiche tra associazioni dei consumatori, forze politiche e distributori.
1. La struttura del Decreto Carburanti e le coperture
Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’intervento su proposta della Premier Giorgia Meloni e dei ministri Giorgetti, Urso, Pichetto Fratin e Salvini:
- Entità dello sconto: Il taglio riguarda esclusivamente il gasolio (inclusi biodiesel e gasoli paraffinici), mentre non sono previste riduzioni per la benzina, che in autostrada ha toccato la quota record di 2,074 euro al litro.
- Finanziamento: Le risorse provengono dal fondo per interventi strutturali di politica economica (Fispe), dalle accise mobili di giugno e dai proventi delle sanzioni Antitrust.
- Stralciata la tassa sui tabacchi: È rientrata l’ipotesi di coprire parzialmente il taglio tramite un incremento della tassazione su sigarette e tabacco riscaldato, avanzata dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari ma fermamente respinta dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani.
- Fondi per ex Ilva: All’interno del medesimo decreto sono stati inseriti 100 milioni di euro destinati ad Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria per completare il percorso di cessione degli asset aziendali.
2. Giallo sulle date di decorrenza ed effetti alla pompa
A poche ore dall’annuncio del provvedimento è scoppiata una controversia sui tempi di effettivo calo dei listini:
- Incertezza sulla partenza: Sebbene la Presidenza del Consiglio avesse originariamente preannunciato l’entrata in vigore dello sconto a partire da mezzanotte, il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale stabilisce la rideterminazione dell’accisa dal 30 luglio al 6 agosto 2026. Per le giornate del 28 e 29 luglio l’adeguamento dovrà essere garantito tramite un decreto ministeriale attuativo.
- Le denunce dei consumatori: UNC e Codacons evidenziano come nella giornata odierna i prezzi medi alla pompa abbiano registrato ribassi irrisori (pari a circa 0,5 centesimi al litro). Massimiliano Dona (UNC) ha denunciato il fenomeno dei ribassi a “doppia velocità”, criticando al contempo la mancata estensione del beneficio ai possessori di veicoli a benzina.
3. Le reazioni politiche e le polemiche sulle opposizioni
- La posizione di Giorgia Meloni: La Premier ha rivendicato l’intervento definendolo “una risposta tempestiva e responsabile” fronteggiata in un momento di forte volatilità dei mercati internazionali.
- L’attacco del Partito Democratico: Il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia ha criticato la natura temporanea del taglio: “Quando una crisi è strutturale, le risposte temporanee indicano inadeguatezza. Tra dieci giorni saremo da capo. Servono accise mobili strutturali e sostegni selettivi per le fasce deboli e per le imprese”.