Il Primo Maggio porta una tempesta perfetta sui mercati transatlantici. Donald Trump ha annunciato via Truth Social che, a partire dalla prossima settimana, gli Stati Uniti aumenteranno al 25% i dazi su auto e camion importati dall’Unione Europea. La mossa straccia di fatto gli accordi raggiunti solo un anno fa e punta a colpire il cuore industriale del Vecchio Continente.
La rottura dell’accordo del 2025
Trump accusa Bruxelles di non rispettare “pienamente” il quadro commerciale definito nell’estate del 2025 con Ursula von der Leyen.
- Cosa prevedeva l’intesa: Un tetto tariffario del 15% (già comprensivo delle misure sulla sicurezza nazionale) in cambio di massicci acquisti europei di energia USA (750 miliardi di dollari entro il 2028) e investimenti per 600 miliardi negli Stati Uniti.
- La tesi di Trump: Il tycoon sostiene che l’UE sia inadempiente, sebbene non abbia specificato quali clausole siano state violate. La mossa è vista come una leva per costringere i colossi europei a delocalizzare la produzione sul suolo americano: “Nessun dazio per chi fabbrica negli USA”, ha ribadito il Presidente.
Gli effetti sui colossi dell’auto
Il dazio al 25% rappresenta una barriera quasi insormontabile per i veicoli prodotti in Europa e destinati al mercato statunitense.
- Marchi a rischio: I più colpiti saranno i gruppi tedeschi (Volkswagen, BMW, Mercedes-Benz) e il gruppo Stellantis, specialmente per i modelli premium e di lusso non assemblati negli stabilimenti americani.
- Il dilemma industriale: Le aziende dovranno decidere se aumentare i prezzi (perdendo competitività) o assorbire i costi riducendo i margini, già erosi dalla transizione elettrica e dalla concorrenza cinese.
- Dati allarmanti: Nel 2025 l’export automobilistico europeo verso gli USA era già crollato del 21,4% a causa delle tensioni tariffarie precedenti.
Reazioni: Bruxelles pronta alle contromisure
L’Unione Europea ha reagito con durezza. Bernd Lange, presidente della Commissione Commercio del Parlamento UE, ha definito il piano “inaccettabile”.
“L’UE sta mantenendo gli impegni presi in Scozia e lavorando alla legislazione concordata. È la controparte statunitense che continua a non rispettare i patti.”
| Situazione Tariffe | Aliquota precedente (Accordo 2025) | Nuova Aliquota Trump |
| Auto/Camion UE | 15% | 25% |
| Prodotti USA in UE | Tagli tariffari in corso | Rischio ritorsioni (Acciaio, Agroalimentare) |
Verso un’escalation globale?
Il rischio concreto è che la disputa sull’auto sia solo il primo passo di una nuova guerra commerciale totale. Se Bruxelles dovesse rispondere con dazi su prodotti agricoli, tecnologici o energetici americani, l’intera architettura degli scambi transatlantici potrebbe crollare, portando a un aumento dei costi per i consumatori su entrambe le sponde dell’Oceano.