Tensione alle stelle alla Casa Bianca e in Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preannunciato un’ulteriore escalation militare contro Teheran, dichiarando che le operazioni condotte finora sono solo l’inizio: «In Iran non abbiamo ancora finito. Non hanno ancora visto nulla, finora siamo stati gentili».
Mentre i raid incrociati proseguono — con l’Iran che ha colpito un centro dati Amazon in Bahrein — cresce la pressione sul Pentagono e sul Congresso per far fronte all’impennata dei costi e delle perdite umane.
1. L’escalation militare: target nucleari e l’ipotesi Pickaxe Mountain
Affiancato alla Casa Bianca dal presidente libanese Joseph Aoun, Trump ha allontanato l’ipotesi di un canale diplomatico imminente: “Vogliono disperatamente un incontro, ma non siamo interessati finché non saranno pronti”.
GLI OBIETTIVI MILITARI STATUNITENSI
├── SITI NUCLEARI: "Colpiremo ogni sito nucleare che pensano di ricostruire".
├── PICKAXE MOUNTAIN: Target programmato a breve contro il complesso sotterraneo di Kuh-e Kolang Gaz La.
└── MAR ROSSO: Minaccia di intervento diretto contro le milizie Houthi in caso di blocco delle rotte commerciali.
2. Il conto economico e umano: Hegseth chiede 87 miliardi al Congresso
Le spese militari per la campagna in Iran sono salite a 37,5 miliardi di dollari (rispetto alla stima precedente di 29 miliardi). Nella sua audizione in Senato, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sollecitato l’approvazione urgente di nuove risorse finanziarie per il Pentagono.
Le richieste del Pentagono al Senato
- Fondi d’urgenza: Richiesta straordinaria di 87 miliardi di dollari per coprire i costi operativi correnti del conflitto.
- Budget Difesa: Sollecitata la rapida approvazione del bilancio complessivo da 1.500 miliardi di dollari richiesto dalla Casa Bianca per il Dipartimento della Difesa.
- Bilancio vittime: Registrati finora 18 soldati americani uccisi e 100 feriti nelle sole ultime due settimane.
Hegseth ha ribadito al Congresso che, a suo avviso, l’amministrazione non necessita di un’ulteriore autorizzazione formale dell’Aule per proseguire le operazioni belliche.
3. Il dilemma politico per i Repubblicani in vista delle Midterm
A poco più di 100 giorni dalle elezioni di metà mandato, l’escalation militare e la richiesta di nuovi fondi mettono in difficoltà il Partito Repubblicano.
- Timore della “Forever War”: Gli analisti dell’intelligence prevedono uno stallo indeterminato tra pace e guerra, poiché è improbabile che Teheran ceda sotto i bombardamenti.
- Pressione degli elettori: Molti conservatori chiedono al Presidente di concentrare le risorse sul contrasto all’inflazione e sul carovita anziché su un conflitto prolungato.
- Ipotesi tregua: Dietro le quinte prosegue il pressing dei mediatori internazionali per spingere Washington ad accettare una tregua temporanea di 10 giorni, allo scopo di riaprire lo Stretto di Hormuz e alleggerire la pressione sugli alleati del Golfo Persico.