Sale il bilancio degli scontri avvenuti in Val di Susa durante il Festival dell’Alta Felicità. L’assalto ai cantieri della linea ferroviaria Torino-Lione ha provocato ingenti danni materiali e un alto numero di feriti tra il personale delle forze dell’ordine.
Le indagini della Polizia di Stato mettono in luce una rete internazionale di antagonisti giunti in Piemonte per partecipare agli assalti, mentre dal mondo politico e civile giunge un’unanime condanna delle violenze.
1. Il bilancio degli scontri e la pista internazionale
Gli investigatori stanno ricostruendo la catena di responsabilità e le modalità con cui è stato sferrato l’attacco ai cantieri:
- Oltre 120 agenti feriti: Il conteggio aggiornato registra 124 appartenenti alle forze dell’ordine feriti (58 poliziotti, 48 carabinieri e 18 finanzieri). Danneggiati o distrutti quattro mezzi di servizio.
- 436 persone identificate: Le identificazioni condotte dalla Questura di Torino riguardano anche diversi attivisti arrivati da Francia, Germania e Belgio.
- Sequestri di materiale Bellico e Tattico: Le forze dell’ordine hanno tratto in sequestro ordigni artigianali, bombe molotov, materiale pirotecnico ed esplosivo, oltre a caschi, passamontagna e maschere antigas usati dagli incappucciati.
- La denuncia del Questore: Il questore di Torino Massimo Gambino ha parlato di un’escalation di azioni di guerriglia urbana volte a trasformare la Val di Susa in un “laboratorio europeo della violenza”, assicurando la massima fermezza investigativa.
2. I danni al cantiere Telt e il rischio sventato
La società binazionale TELT, responsabile della realizzazione della Torino-Lione, ha tracciato una prima stima delle devastazioni:
- Stima da un milione di euro: Per il solo cantiere di Chiomonte i danni calcolati ammontano a circa 1 milione di euro, in attesa di quantificare le distruzioni nei siti di Salbertrand, Susa (Traduerivi) e San Didero. Sono in corso le operazioni per sgomberare i detriti e ripristinare i servizi nelle gallerie.
- Esplosione di bombole: Durante l’attacco sono esplose alcune bombole di acetilene. La tragedia è stata evitata grazie al tempestivo allontanamento di una decina di operai presenti nel cantiere al momento dell’assalto.
3. Le rivendicazioni No Tav e le reazioni istituzionali
- La posizione del movimento No Tav: In una nota diffusa online, i collettivi antagonisti hanno definito il sabato di scontri come “una grande giornata di lotta per la Val di Susa”, rivendicando l’attacco al cantiere di Chiomonte con l’uso di pietre e molotov lanciate contro le strutture e gli agenti.
- I commenti del Governo: Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e il senatore Maurizio Gasparri hanno parlato di “logica eversiva di stampo terroristico”. Il vicepremier Matteo Salvini e la ministra Elisabetta Casellati hanno ribadito la piena solidarietà agli agenti feriti, evidenziando come la devastazione sia un crimine non tutelabile dal diritto di manifestazione.
- La condanna della Chiesa locale: Il cardinale Roberto Repole (arcivescovo di Torino e vescovo di Susa) ha condannato duramente gli scontri: “Le azioni di guerriglia sono pura violenza che non merita alcuno sforzo di comprensione. La violenza è incompatibile con il Vangelo e con la democrazia, dev’essere isolata e sanzionata”.
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si sono recati in Val di Susa per un sopralluogo istituzionale nei cantieri della linea ad alta velocità Torino-Lione.
I vertici del Governo si sono trasferiti in elicottero verso la valle, ricevuti dal Capo della Polizia Vittorio Pisani.
1. Il sopralluogo delle Istituzioni
La visita del Premier e del Titolare del Viminale intende ribadire la presenza e la fermezza dello Stato a fronte dei disordini che hanno provocato ingenti danni materiali e il ferimento di oltre 120 appartenenti alle forze dell’ordine:
- Presidio di legalità: La presenza di Meloni e Piantedosi punta a confermare il proseguimento dei lavori per l’opera strategica internazionale e a testimoniare la vicinanza dell’Esecutivo agli agenti e agli operai rimasti coinvolti negli scontri.
- Coordinamento sul campo: Il Capo della Polizia Pisani illustrerà ai vertici del Governo la situazione dell’ordine pubblico e lo stato dei rilievi nei vari punti del cantiere colpiti dalle esplosioni e dagli incendi.
2. Le indagini: quattro fermi e l’ipotesi di reato per devastazione
Sul fronte giudiziario si registrano i primi importanti sviluppi legati all’identificazione dei responsabili dei disordini:
- Quattro stranieri fermati: Gli investigatori hanno bloccato quattro antagonisti di nazionalità straniera, ritenuti appartenenti alle frange estremiste del cosiddetto Black Bloc.
- Le accuse ipotizzate: Il fascicolo d’inchiesta contempla il reato di devastazione e saccheggio. Gli inquirenti stanno valutando ulteriori contestazioni individuali relative al possesso di materiale esplosivo, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni.