La tensione geopolitica globale ha raggiunto livelli d’allarme rosso, con lo Stretto di Hormuz trasformato in una polveriera pronta a esplodere e l’Unione Europea divisa sul futuro dell’Ucraina. Donald Trump ha rivendicato il “controllo totale” del passaggio strategico, ordinando alla Marina USA di “sparare e distruggere qualsiasi imbarcazione posizioni mine” e sigillando lo Stretto finché l’Iran non accetterà un accordo. Contemporaneamente, a Bruxelles, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incassato un maxi-prestito da 90 miliardi di euro e il 20° pacchetto di sanzioni contro Mosca nel primo summit UE senza Viktor Orban, ma si è scontrato con la frenata dei 27 sull’adesione rapida di Kiev.
Con un post su Truth, Trump ha alzato drammaticamente il tiro contro Teheran, scardinando la fragile tregua mediata dal Pakistan e minacciando l’uso della forza letale: “Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di sparare e distruggere qualsiasi imbarcazione, anche piccola, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non ci deve essere alcuna esitazione”. Trump ha rivendicato di aver già distrutto l’intera Marina e Aeronautica iraniana.
Il Tycoon ha annunciato il “controllo totale” di Hormuz, sigillato “ermeticamente” finché l’Iran non capitulerà sul nucleare. Dragamine americani stanno bonificando le acque a un livello triplicato. Le forze USA hanno già imposto a 31 navi di invertire la rotta.
Il Pentagono (guidato da Pete Hegseth, che ha appena silurato il Capo della Marina John Phelan per insubordinazione post-Sigonella) ha annunciato il sequestro della petroliera sanzionata M/T Majestic X nell’Oceano Indiano, dedita al contrabbando di greggio iraniano.
L’Iran non ha ceduto al ricatto del blocco, rispondendo con misure di sovranità ed economiche: Teheran ha attivato i diritti di passaggio nello Stretto. Il Vicepresidente del Parlamento, Hamidreza Hajibabaei, ha confermato che “i primi introiti derivanti dai diritti di passaggio di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca centrale”.
Il Parlamento e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale stanno esaminando un piano per assumere il “controllo sovrano” di Hormuz, mossa che scatenerebbe un conflitto diretto con gli USA. Teheran ha avvertito che è “impossibile” riaprire lo Stretto finché il blocco statunitense (considerato un “atto di guerra”) sarà in vigore.
SUMMIT UE: 90 MILIARDI A KIEV, MA STOP SULL’ADESIONE. LONDRA E PARIGI PREPARANO PIANO MILITARE PER HORMUZ
Mentre Trump ricchiudeva Hormuz e Solovyov insultava la Meloni post-Sigonella, a Bruxelles Zelensky ha ottenuto un importante sostegno economico, ma ha misurato la prudenza europea sull’allargamento. L’UE ha approvato il prestito da 90 miliardi all’Ucraina e il 20° pacchetto di sanzioni contro Mosca.
Nonostante l’assenza del veto di Orban, i 27 hanno frenato sull’adesione rapida di Kiev, temendo l’escalation con la Russia e i costi dell’integrazione Da Londra, i Ministri della Difesa di Regno Unito (John Healey) e Francia (Catherine Vautrin) hanno esortato i leader militari a finalizzare un piano congiunto per la sicurezza di Hormuz, traducendo il consenso diplomatico in “opzioni militari concrete” per ripristinare la libertà di navigazione, minacciata dagli attacchi israelo-americani.
I mercati hanno reagito con nervosismo allo stallo negoziale tra Trump e Teheran. Il petrolio Brent ha chiuso a 102 dollari al barile (+0,26%), mentre il gas al Ttf di Amsterdam è salito a 44 euro al megawattora (+2,3%). Le Borse asiatiche hanno chiuso in perdita, Milano ha galleggiato sulla parità, mentre Wall Street ha registrato rialzi confortanti. Trump non ha fissato scadenze per l’accordo (“Taco Tuesday”), ma il blocco di Hormuz (con 31 navi già respinte) e il sequestro della Majestic X mantengono la regione sull’orlo della guerra totale. Le prossime ore diranno se la mediazione pakistana riuscirà a far sedere le parti al tavolo o se l’Africa (Guinea Equatoriale) che grida libertà davanti al Papa lascerà il posto alle bombe.