L’hotel Rigopiano di Farindola e’ stato spazzato via da una valanga di neve con un fronte di 300 metri. ‘Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti che hanno sommerso l’area’ hanno spiegato i vigili del fuoco. Sotto le macerie gli ospiti (22 turisti, alcuni bambini, e i dipendenti, sette). Ma possibile fossero in 35 con altri avventori. Tra i dispersi accertati una famiglia di Osimo con un bimbo di 7 anni e una coppia di Castignano (Ascoli Piceno). Tre le vittime estratte dalle macerie e trasferite in elicottero a Pescara. L’allarme mercoledì alle 17.40 di un superstite: ‘e’ caduto l’albergo’ e’ l’Sos al suo datore di lavoro al quale pero’ nessuno ha creduto subito. Due persone tratte in salvo. La Procura di Pescara ha aperto un’indagine per omicidio colposo. Una marcia nella neve per 20 ore, l’odissea dei soccorritori.
L’hotel Rigopiano di Farindola e’ stato letteralmente spazzato via dalla valanga di neve. E’ quello che hanno visto i vigili del fuoco al loro arrivo: ‘ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti – hanno spiegato – che hanno sommerso l’area dove si trovava l’albergo. Ci sono materassi trascinati a centinaia di metri da quella che era la struttura’. Circa trenta i dispersi, tra turisti e personale. Tra gli altri una famiglia di Osimo con un bimbo di 7 anni e una coppia di Castignano (AP). Le unita’ cinofile dei vigili del fuoco non hanno rilevato presenze. Quattro le vittime estratte dalle macerie. Due persone sono state tratte in salvo. La Procura di Pescara ha aperto un’indagine. L’ipotesi al vaglio del pm Andrea Papalia, per il momento, e’ omicidio colposo. In arrivo a L’Aquila 4 uomini e un’unita’ cinofila della stazione del soccorso alpino di Entreves (Courmayeur), esperti di interventi in alta quota su valanga.
Le immagini delle macerie dentro l’Hotel Rigopiano diffuse dai soccorritori si riferiscono alla piscina che si trovava nel seminterrato. Lo conferma un cliente dell’Hotel, Luca Marzucca, ai microfoni di RaiNews24. “Da lì – spiega – si saliva al piano terra dove c’era la reception”. Quando c’è stata la valanga, ha aggiunto, “saranno andati tutti nel porticato con la reception, dove c’era il camino e si raccoglievano tutti la sera. A quell’ora non penso fossero in camera”.Marzucca ha lasciato l’Hotel martedì. “Abbiamo dovuto aspettare un mezzo spazzaneve”, ha spiegato. “Oltre alla nostra macchina ce n’erano almeno sei o sette”, ha aggiunto, ma “erano tutte coperte dalle neve, è difficile dire quante fossero”. Quanto agli ospiti, “ricordo una famiglia con una bambina piccola, ma non so se siano ripartiti subito dopo di noi perché c’era una macchina che ci seguiva”.
“Era arrivato sonnolento da ipotermia. Ora ha raggiunto la temperatura normale, lo alimentiamo per bocca. Sta bene ed e’ fuori pericolo. A me non ha chiesto nulla della moglie e dei figli. E’ relativamente tranquillo. Lo abbiamo sistemato in una parte riservata del reparto ed e’ coi genitori. E’ assistito dagli psicologi”. Lo dice Tullio Spina, primario della Rianimazione di Pescara, dove e’ ricoverato Giampiero Parete, superstite della valanga sull’Hotel Rigopiano. A Pescara gia’ dalla notte sono stati creati dei posti letto aggiuntivi in Rianimazione per gestire l’emergenza e trattare eventuali feriti provenienti da Rigopiano, cosi’ come posti sono stati messi a disposizione dalle altre rianimazioni della regione.
“Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Allora sono uscito dall’albergo e sono andato in auto. Mentre tornavo verso l’Hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all’edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell’albergo ricoperto dalla neve”. Questa la testimonianza di Giampiero Parete, superstite della valanga sull’Hotel Rigopiano, affidata al datore di lavoro Quintino Marcella, il primo a ricevere la richiesta di aiuto. “Ho provato a entrare dentro – dice ancora Parete – ma ho rischiato di rimanere intrappolato; allora mi sono aggrappato ad un ramo e sono riuscito a tornare verso la macchina. Poi ho incontrato il manutentore dell’albergo e insieme abbiamo lanciato l’allarme. Dall’interno dell’Hotelnon ho sentito alcun rumore o movimento”.
“Ieri sera ho ricevuto la chiamata di Giampiero alle 17.40. Mi chiedeva aiuto disperatamente. Diceva ‘è caduto, è caduto l’albergo’. Mi sono attivato subito, ho chiamato i soccorsi. A riferirlo a Skynews24 è Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Giampiero Parete, superstite della valanga sull’Hotel Rigopiano. “Ho contattato tutti i numeri possibili – dice Quintino – ma nessuno ha preso per buono quello che ho detto”.
“Giampiero – dice ancora – e tutti gli ospiti dell’albergo, avevano pagato e avevano raggiunto la hall pronti per ripartire non appena sarebbe arrivato lo spazzaneve. Gli avevano detto che sarebbe arrivato alle 15, ma l’arrivo è stato posticipato alle 19. Avevano preparato già le valigie. Tutto i clienti volevano andare via”.
“L’albergo non esiste piu’, e’ completamente distrutto”. Le prime, sommarie descrizioni dei vigili del fuoco arrivati via terra rendono bene il senso della tragedia di Farindola, in provincia di Pescara, dove l’albergo Rigopiano e’ stato travolto da una valanga. Al momento si contano quattro vittime, ma alla conta mancherebbero una trentina tra clienti e dipendenti della struttura: le unita’ cinofile sin qui non hanno raccolto segnali, e con il passare del tempo la speranza di trovare dei superstiti diventa sempre piu’ remota. Ci sono volute ore alla colonna dei soccorsi ‘pesanti’ per arrivare nella zona coperta da metri di neve. I primi aiuti, quelli degli uomini del soccorso alpino del Cai e della Guardia di finanza, erano giunti sugli sci nella notte: due persone che si trovavano all’esterno della struttura erano state messe in salvo ma con la luce dell’alba la situazione e’ apparsa in tutta la sua drammaticita’: “l’hotel – racconta Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili – e’ stato investito dalla valanga, che l’ha oltrepassato, seppellendolo”. Ci sono “tonnellate di neve, tronchi di albero e detriti ovunque. E materassi trascinati a centinaia di metri”. Mentre la Procura di Pescara apre un’inchiesta ipotizzando l’omicidio colposo e i parenti degli ospiti del Rigopiano vengono accolti in una struttura ad hoc, emergono le prime storie. “Giampiero Parete (uno dei due superstiti, ndr) sta bene ma e’ preoccupato per i suoi due figli di 6 e 8 anni e per la moglie – spiega Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Parete -. La moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Giampiero e’ uscito dall’albergo ed e’ andato in auto. Mentre stava tornando verso l’hotel ha sentito rumori e scricchiolii e ha visto la montagna che cadeva”. Sempre secondo Marcella, “tutti gli ospiti dell’albergo avevano pagato e avevano raggiunto la hall pronti per ripartire non appena sarebbe arrivato lo spazzaneve”. A Farindola “e’ accaduto qualcosa di straordinario – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio -. All’abbondante nevicata si sono sommate le scosse di terremoto. Le polemiche oggi non servono, serve solo la speranza che all’interno dell’albergo non ci sia una tragedia”. E “c’e’ bisogno anche di una grande solidarieta’ tra le istituzioni”.
Si scava e si lavora alla luce delle torri faro, che e’ stato finalmente possibile attivare, nella zona dove era ubicato l’hotel Rigopiano travolto da una slavina mercoledi’. Le fotoelettriche sono state montate questa sera e questo consente alle squadre di soccorritori di avere una continuita’ di lavoro in migliori condizioni di luce. E’ una corsa contro il tempo, si spera di trovare superstiti tra le numerose persone che risultano disperse. Intanto dalla strada risalgono gli automezzi pesanti dotati di turbine che ‘frantumano’ la neve accumulatasi e creando cosi’ le condizioni per uan migliore, anche se non ottimale, viabilita’ ai mezzi dei vigili del fuoco e di altri nuclei di operatori impegnati senza sosta da diverse ore. La Protezione civile dell’Abruzzo ha fissato nel palazzetto dello sport di Penne il suo campo base e centro di coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso che vede impegnate squadre di vigili del fuoco, della Guardia di finanza, del Soccorso alpino e speleologico, oltre che della stessa Protezione civile.
Sono in tutto 140 le persone – divise in piu’ squadre che si alternano – attualmente impegnate nello scavo tra i muri di neve che circondano o sono fin dentro l’hotel Rigopiano. E sempre da Penne si e’ mossa un’altra macchina dotata di turbina, messa a disposizione dalla societa’ Autostrade per l’Italia, che fare breccia nei muri di neve, in qualche punto alti anche oltre i due metri, che impediscono di arrivare a frazioni abitate in quota e che sono tuttora isolate. Dietro l’automezzo-turbina procedono i mezzi della Protezione civile, ma la gran quantita’ di neve che si e’ accumulata sulla sede stradale rende difficoltosa e lunga l’operazione di sgombero, anche solo parziale.