Il Vertice NATO di Ankara si chiude con una dichiarazione finale stringata ma di enorme peso strategico. In sei paragrafi chiave, i 32 capi di Stato e di governo dell’Alleanza Atlantica hanno riaffermato il proprio «ferreo e incrollabile impegno a favore della difesa collettiva ai sensi dell’Articolo 5», mettendo nero su bianco che la Russia rimarrà una «minaccia a lungo termine» per l’intera stabilità euro-atlantica.
Al di là della retorica, il vertice ha prodotto impegni finanziari senza precedenti e ha registrato un clamoroso dietrofront diplomatico a porte chiuse da parte del presidente statunitense Donald Trump, che ha smorzato i toni bellicosi dei giorni precedenti rassicurando direttamente i partner europei.
Il “dietrofront” di Trump a porte chiuse: «Vogliamo restare con voi»
La vera svolta politica del summit si è consumata lontano dai riflettori, durante la sessione blindata dei leader. Secondo quanto rivelato da fonti diplomatiche di primo livello, Donald Trump ha sgombrato il campo dalle nubi di un disimpegno americano:
Donald J. Trump (a porte chiuse): «Gli Stati Uniti sono pienamente impegnati nella NATO. Vogliamo restare con voi. Siamo pronti a continuare a vendere armi ai nostri alleati».
Il tycoon non ha fatto menzione delle vecchie frizioni sulla Groenlandia né ha annunciato l’attesa rottura unilaterale del cessate il fuoco provvisorio con l’Iran, malgrado i recenti raid. Per il Segretario Generale Mark Rutte, questo atteggiamento è il coronamento di un successo storico: «Il presidente Trump è riuscito a ottenere ciò che tutti i presidenti USA da Eisenhower in poi hanno cercato di fare: riequilibrare la spesa. È una vittoria per Trump e una sconfitta per Putin. Abbiamo già raggiunto una spesa media del 4% del PIL nel 2026, sulla via del target del 5%».
Maxi-piano di aiuti a Kiev: 140 miliardi di euro per il biennio 2026-2027
La dichiarazione di Ankara mette al sicuro le finanze militari dell’Ucraina per i prossimi 24 mesi, stabilendo che il supporto a Kiev deve essere «equo, prevedibile e sostenibile nel lungo periodo»:
IL PILASTRO FINANZIARIO PER L'UCRAINA (2026-2027)
├── STANZIAMENTO 2026 ──► 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento.
├── IMPEGNO PER IL 2027 ──► Mantenimento di un livello di finanziamento almeno equivalente (70 mld €).
└── FONTE DEI FONDI ──► Coperto in stragrande maggioranza da Europa e Canada (mezzi bilaterali/multilaterali)
e integrato dal programma UE "Safe" (Prestito di sostegno all'Ucraina).
“L’ora di realizzare”: 50 miliardi in nuovi appalti e svolta tecnologica su IA e Cloud
«L’anno scorso abbiamo pianificato, quest’anno dobbiamo realizzare. Non ci si difende con i dollari o le lire turche, ma con i sistemi d’arma», ha scandito Rutte. I 32 Paesi membri hanno formalizzato un incremento degli investimenti della difesa di Europa e Canada pari a 139 miliardi di dollari rispetto al 2025, lanciando contestualmente un pacchetto da 50 miliardi di dollari in nuovi appalti congiunti per l’industria bellica.

Le priorità operative della “Nuova NATO”
Il documento strategico delinea un’Alleanza fortemente digitalizzata e proiettata verso la guerra ipersonica e tecnologica, basata su un mix coordinato di capacità nucleari, convenzionali e missilistiche:
- Intelligenza Artificiale & Cloud: Sviluppo di un Cloud di combattimento transatlantico interoperabile guidato da potenti modelli di IA.
- Sistemi d’attacco in profondità: Investimenti massicci in attacchi di precisione a lungo raggio e sistemi d’arma senza pilota (droni).
- Scudo Missilistico: Potenziamento della difesa aerea integrata e delle risorse di sorveglianza spaziale e cibernetica.
- Abbattimento delle barriere: Impegno formale a eliminare i dazi e le barriere commerciali interne nel settore della difesa tra i Paesi alleati.
Il monito all’Iran e il controllo dello Stretto di Hormuz
Un intero capitolo della dichiarazione finale è stato riservato alla crisi in Medio Oriente dopo i raid incrociati della notte scorsa. I 32 leader della NATO hanno espresso una posizione granitica e unanime nei confronti di Teheran:
Estratto della Dichiarazione Finale: «L’Iran non dovrà mai possedere o sviluppare un’arma nucleare. Chiediamo a Teheran di rispettare pienamente e senza eccezioni la libertà di navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz».
Rutte ha nuovamente legittimato la fermezza dei recenti attacchi mirati compiuti dalle forze statunitensi nel Golfo, definendoli l’unica risposta possibile di fronte alle sistematiche violazioni della tregua da parte dei Pasdaran.