Conte apre alle primarie, Schlein accetta la sfida: “Pronta a correre”
L’euforia attraversa il quartier generale delle opposizioni. Il verdetto del referendum sulla giustizia non è solo una vittoria tecnica per il fronte del No, ma viene celebrato come una vera e propria “spallata” al governo Meloni. “Il vento è cambiato”, esulta Nicola Fratoianni (AVS), mentre Elly Schlein sancisce la nuova fase: “Batteremo la destra alle politiche, l’opposizione è maggioritaria nel Paese”.
Il dato che fa sognare il “campo largo” è numerico: i “No” hanno incassato quasi tre milioni di voti in più rispetto alla somma di PD, M5S e AVS alle politiche del 2022. Un “tesoretto” di consensi che arriva in gran parte dall’astensionismo e da giovani decisi a difendere la Carta. Tuttavia, la prudenza resta d’obbligo: “Sbagliare ora sarebbe imperdonabile”, avverte la sinistra radicale, consapevole che trasformare un “No” alla riforma in un “Sì” a una coalizione di governo è la sfida più difficile.
A rovinare parzialmente il clima di festa nel PD è stata la mossa a sorpresa di Giuseppe Conte. Il leader del M5S ha scelto il momento del trionfo per lanciare il guanto di sfida sulla leadership: “Ci apriamo alla prospettiva delle primarie, ma che siano aperte ai cittadini e non controllate dagli apparati”. Una dichiarazione che ha colto di sorpresa i democratici (“Non potevamo goderci la vittoria per almeno due giorni?”, mastica amaro un parlamentare dem), ma che di fatto rende ineludibile il passaggio nei gazebo.
Elly Schlein non si è fatta trovare impreparata, confermando la sua disponibilità con la consueta cautela: “Discuteremo di tutto, modalità e tempi, insieme alle altre forze progressiste. Io sono assolutamente pronta”. La partita per la candidatura a premier si annuncia però più complessa del previsto: se anche i centristi di Matteo Renzi dovessero presentare un proprio nome, le primarie si trasformerebbero in una vera competizione all’ultimo voto, con l’incognita del voto online chiesta dai pentastellati.
Nonostante la vittoria comune, l’unità del campo largo resta plastica. I leader non hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, preferendo commentare separatamente nelle proprie sedi. L’unico momento di sintesi è avvenuto in piazza, alla festa organizzata dalla Cgil e dai comitati per il No. Qui, tra le bandiere rosse e i sorrisi per il risultato, si è intravista la sagoma di un’alleanza che prova a farsi coalizione, spinta da un elettorato che ha risposto in massa alla chiamata costituzionale.
Ora l’attenzione si sposta sulla legge elettorale. Dopo la batosta referendaria, il centrosinistra scommette che il centrodestra dovrà riconsiderare i propri piani, aprendo uno spazio di manovra che fino a ieri sembrava inesistente.
IL TESORETTO DEL “NO”
- Voti totali per il NO: Circa 3 milioni in più rispetto alla base elettorale 2022 di PD-M5S-AVS.
- Profilo degli elettori: Giovani, astenuti storici e moderati di centrodestra in dissenso con il governo.
- Prossimo passo: Definizione del regolamento per le primarie della coalizione.