Scuote il governo il verdetto del Tribunale dei ministri sul caso del generale libico Osama Almasri. La premier Giorgia Meloni è stata archiviata, ma per i ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, insieme al sottosegretario Alfredo Mantovano, si profila la richiesta di giudizio. Sono tutti accusati di favoreggiamento e peculato, mentre per il solo Nordio si aggiunge l’omissione d’atti d’ufficio.
Le indagini, aperte a seguito del mancato arresto e del successivo rimpatrio di Almasri – ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità – si concentrano su un episodio avvenuto lo scorso gennaio.
A dare la notizia, prima ancora della notifica ufficiale, è stata la stessa premier con un post sui social. Meloni ha annunciato la propria archiviazione, ma ha definito “assurda” l’ipotesi di un procedimento per i suoi ministri. “I giudici sostengono che io non sia stata informata e non abbia condiviso la decisione” scrive la premier, che ribadisce invece la piena coesione del suo esecutivo. “Ogni scelta, soprattutto così importante, è concordata. È quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro”.
Parole che, oltre a difendere i suoi ministri, si prestano a una lettura più ampia. Meloni lancia una frecciata all’ex premier Giuseppe Conte, accusandolo implicitamente di essersi dissociato dal suo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante il caso Open Arms. E proprio Salvini, in sostegno della premier, ha risposto con un post: “Alla faccia dei ‘non ricordo’ degli smemorati Conte e Toninelli… Avanti insieme a testa alta, non ci fermeranno”.
La premier ha ribadito la correttezza dell’operato del governo e ha promesso di sedersi “accanto a Piantedosi, Nordio e Mantovano” in Parlamento, al momento del voto sull’autorizzazione a procedere.
Le opposizioni, tuttavia, attaccano duramente. “Leggeremo, quando arriveranno, le carte del Tribunale dei ministri. Ma colpiscono le affermazioni della Presidente del Consiglio che rivendica l’azione del suo governo. Quindi è soddisfatta di aver fatto scarcerare un criminale e un torturatore. Le abbiamo sempre chiesto la verità in Parlamento, per rispetto verso il Paese. La vicenda giudiziaria è nata solo per le menzogne dette dal Ministro della Giustizia. Resta la responsabilità politica sempre negata fino ad ora: la scarcerazione di un criminale fatta calpestando il diritto internazionale e in generale le regole dello Stato di diritto.” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
“Non avevamo dubbi che il Tribunale dei ministri avrebbe chiesto l’autorizzazione a procedere per quegli esponenti del governo Meloni che, non rispettando la legge e le norme internazionali, hanno liberato e riportato in Libia con tutti gli onori un torturatore e un trafficante di esseri umani” ha dichiarato il leader di SI, Nicola Fratoianni. Simile il commento di Angelo Bonelli di Europa Verde: “Ciò che è assurdo è che avete liberato uno stupratore”.
“Alla faccia dei ‘non ricordo’ degli smemorati Conte e Toninelli sugli sbarchi dei clandestini… Avanti insieme a testa alta, non ci fermeranno”. Lo ha scritto sui social il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, commentando l’annuncio della premier Giorgia Meloni sull’archiviazione della sua posizione sul caso Almasri.
”La decisione del Tribunale dei Ministri di rinviare a processo il Sottosegretario Mantovano e i ministri Nordio e Piantedosi per il caso Almasri è priva di ogni fondamento. Con una linea incomprensibile si dispone l’archiviazione della premier Meloni, sostenendo che non fosse informata di quanto deciso, e contestualmente si chiede l’autorizzazione a procedere nei confronti di tre figure di primissimo piano del governo, perché avrebbero agito in totale autonomia. Come a dire che nel governo non esiste condivisione. Tesi senza senso, surreale. Solidarietà a Mantovano, Nordio e Piantedosi. Continueremo a lavorare per cambiare l’Italia con ancora più forza e determinazione”. Lo afferma Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.