La tragedia di Modena, dove l’italo-marocchino Salim El Koudri ha travolto otto passanti in centro prima di essere bloccato dalla folla, si è trasformata in pochi minuti in un violentissimo terreno di scontro politico. Non solo tra maggioranza e opposizione, ma direttamente all’interno dell’esecutivo. Il dibattito sullo status delle “seconde generazioni” ha riacceso la miccia tra la Lega e Forza Italia, evidenziando visioni diametralmente opposte sulla gestione della cittadinanza e dei permessi di soggiorno.
La Lega spinge per la linea dura: “Via la cittadinanza a chi delinque” Parlando alla Scuola di Formazione Politica del suo partito, il vicepremier Matteo Salvini ha cavalcato l’indignazione per l’attacco, invocando un giro di vite legislativo immediato per gli immigrati di seconda generazione: “Se la fiducia viene meno e tu commetti un reato grave, un Paese serio ti revoca il permesso di soggiorno, la cittadinanza e ti espelle immediatamente. Non possiamo dare contratti a vita”.
Salvini ha poi annunciato che l’offensiva del Carroccio è già incardinata nelle aule parlamentari: “È già in discussione in I Commissione alla Camera una proposta di legge, a prima firma Iezzi, per la revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati”.

Tajani stronca la polemica: “El Koudri è italiano, nessun permesso da revocare” A stretto giro è arrivata la dura e gelida replica dell’altro vicepremier, Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia, parlando a margine di un congresso in Calabria, ha smontato la narrazione dell’alleato di governo riportando il focus sui dati oggettivi: “Togliere il permesso di soggiorno a chi delinque? Chi è stato protagonista dell’evento di ieri a Modena non aveva un permesso di soggiorno: è un cittadino italiano”.
Tajani ha preferito spostare l’attenzione sul valore civile dimostrato dalla cittadinanza emiliana, chiedendo un riconoscimento ufficiale per l’uomo che ha materialmente disarmato l’aggressore: “Signorelli ha fatto un gesto eroico, lo Stato gli sia riconoscente”. Una linea di totale prudenza condivisa anche da Maurizio Lupi (Noi Moderati), che ha invitato a non cedere “a facili reazioni istintive”.
Il “carico” di Vannacci e il muro delle opposizioni Nel dibattito a destra si è inserito anche il generale Roberto Vannacci, leader del movimento Futuro Nazionale, che ha usato toni durissimi per attaccare gli alleati moderati: “Un immigrato di seconda generazione piomba addosso alla folla. La sinistra e Forza Italia votano in maniera concorde contro ogni emendamento che si ponga l’obiettivo di un controllo dell’immigrazione”. Vannacci ha colto l’occasione per tornare a chiedere a gran voce un “decreto per la remigrazione”.
Le parole della Lega e di Vannacci hanno sollevato il muro compatto delle opposizioni:
- Il Partito Democratico: La segretaria Elly Schlein e il presidente Stefano Bonaccini sono scesi in piazza a Modena per portare la solidarietà dell’intero partito alla comunità colpita. Il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, ha applaudito il coraggio dei cittadini e lo sforzo dei medici.
- Avs e Alleanza Verdi-Sinistra: Il deputato Filippo Zaratti ha liquidato l’uscita di Salvini invitandolo a “non dire stupidaggini”, mentre il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli ha chiesto di “fermare la corsa di chi prova a trasformare una tragedia in propaganda”.
- Azione: Durissimo il leader Carlo Calenda, che ha usato parole di fuoco sui social: “Vedo tanti sciacalli a due zampe cercare di sfruttare la rabbia per quanto accaduto per puri fini elettorali. Solidarietà ai feriti”.