Svolta rapidissima e ad altissima tensione politica sul caso di Mario Roggero, il gioielliere piemontese di 72 anni condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio dei rapinatori in fuga nel 2021.
Nel giorno in cui l’uomo ha varcato la soglia del carcere di Bollate per iniziare a scontare la pena, la moglie ha firmato ufficialmente la formale richiesta di grazia. Contemporaneamente si è consumata la frenata del ministro della Giustizia Carlo Nordio: dopo il severo richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulle prerogative costituzionali esclusive del Colle, via Arenula ha fatto un netto dietrofront, escludendo che sia stato compiuto finora alcun atto ufficiale in merito alla procedura di clemenza.
1. La retromarcia di via Arenula e le interlocuzioni col Quirinale
Il comunicato con cui il Ministero della Giustizia ha precisato che “si esclude sia stato compiuto alcun atto” spegne sul nascere il potenziale scontro istituzionale, ma evidenzia lo strascico di irritazione nei palazzi romani.
I contatti informali e diplomatici tra via Arenula e il Quirinale sono proseguiti per tutta la giornata per sanare la sgrammaticatura istituzionale commessa quando Nordio ha annunciato l’avvio autonomo dell’istruttoria. La linea del governo si è immediatamente riallineata alle regole: spetta solo al Capo dello Stato decidere se e quando valutare il dossier.
2. Giorgia Meloni: “Basta paradossi, ma la norma anti-risarcimento non è retroattiva”
Mentre il ministro frena sui canali legali, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di presidiare politicamente l’indignazione della pubblica opinione, scagliandosi contro il maxirisarcimento provvisionale da 480 mila euro stabilito dai giudici in favore dei parenti dei malviventi uccisi.
Giorgia Meloni sui canali social: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Chi delinque non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre commette un reato, e nemmeno possono farlo i suoi familiari. Abbiamo inserito questa regola di puro buon senso nell’ultimo Ddl Sicurezza. Basta paradossi, lo Stato sta con le persone perbene».
Il limite tecnico per Roggero
Dalle prime analisi degli uffici legislativi emerge tuttavia un nodo invalicabile: la norma del Ddl Sicurezza non potrà applicarsi a Mario Roggero. Per il principio costituzionale di irretroattività della legge, i nuovi divieti di risarcimento ai criminali varranno solo per i fatti commessi dopo l’entrata in vigore del testo, lasciando intatto l’obbligo economico stabilito dalla Cassazione a carico del commerciante piemontese.
3. Il “caos candidature” nella Lega e il no di Vannacci
Al fianco del commerciante si schiera in modo compatto la Lega. Il segretario Matteo Salvini ha annunciato una manifestazione di solidarietà davanti ai cancelli del carcere di Bollate insieme ai giovani del partito. All’interno di via Bellerio si è persino accarezzata l’idea di candidare Roggero a future tornate elettorali per sottrarlo alla cella, ma lo scenario si è infranto contro lo scoglio della Legge Severino: la norma vieta infatti tassativamente incarichi e candidature a chi ha riportato condanne definitive superiori a due anni per delitti non colposi.
Sulla vicenda è intervenuto in modo netto anche l’eurodeputato del movimento, il generale Roberto Vannacci, che ha gelato le ricostruzioni su una candidatura del gioielliere: «Lasciamo alla sinistra queste pratiche, noi non facciamo come con Ilaria Salis».
Lo stesso Roggero, dal penitenziario milanese, ha chiuso bruscamente la porta alle ipotesi di un suo sbarco in politica: «In questo momento l’ultima cosa a cui penso è candidarmi».
4. Le opposizioni fanno scudo attorno al Quirinale
Le forze di centrosinistra hanno approfittato del dietrofront del ministro della Giustizia per fare quadrato attorno alla figura di Sergio Mattarella, accusando Fratelli d’Italia e Lega di aver scientemente forzato i limiti della Costituzione per scopi elettorali.
- Riccardo Magi (+Europa): «La destra di Meloni, per mano di Nordio, ha cercato di dare un colpo mirato alle prerogative del Colle solo per fare cinica propaganda sulla pelle di un uomo».
- Francesco Silvestri (M5S): «Siamo di fronte a una pericolosa operazione orchestrata dai partiti di maggioranza per delegittimare l’autorità morale e istituzionale del Presidente della Repubblica».
- Matteo Ricci (Europarlamentare PD): «La destra insiste in modo ossessivo sul caso Roggero per sollevare fumo e distrarre i cittadini dai problemi economici e reali del Paese».