Un sondaggio politico si abbatte sugli equilibri della maggioranza di governo, innescato dagli ultimi dati demoscopici e dal dinamismo della “destra radicale”. A dare fuoco alle polveri è il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che sui suoi canali social ha rilanciato con entusiasmo gli ultimi dati realizzati dall’istituto Emg per il Tg3:
Roberto Vannacci: «Io non credo ai sondaggi… però se il buongiorno si vede dal mattino… Avanti così: il futuro è con noi!».
Lo scenario: Vannacci diventa l’ago della bilancia per il 2027
La rilevazione della Emg fotografa una frammentazione interna all’area conservatrice che, in vista delle elezioni politiche programmate per il settembre 2027, rischia di scompaginare i piani di Palazzo Chigi. Sebbene Futuro Nazionale non superi la Lega, il suo peso specifico diventa matematicamente vitale per la vittoria della coalizione:
LE INTENZIONI DI VOTO (DATO EMG / TG3)
├── FRATELLI D'ITALIA ──► 26,0% (Partito guida)
├── FORZA ITALIA ──► 8,3%
├── LEGA ──► 7,4%
└── FUTURO NAZIONALE ──► 6,6% (Partito di Vannacci)
IL PESO NEI DUE POLI (SENZA VANNACCI)
├── CENTRODESTRA SENZA FN ──► 43,3%
└── CENTRO-SINISTRA ──► 43,7% (Sorpasso dell'opposizione)
I numeri parlano chiaro: senza il 6,6% dei “vannacciani”, il centrodestra unito si fermerebbe al 43,3% (1,3 punti in meno rispetto alle politiche del 2022), venendo matematicamente superato dal blocco del centrosinistra, stimato al 43,7%. Con i due poli strutturalmente alla pari, l’asse Vannacci-Alemanno si candida ufficialmente a essere il kingmaker del futuro governo.
La controffensiva di via della Scrofa: «Noi siamo la vera destra»
La crescita nei sondaggi di Vannacci – amplificata mediaticamente dal clamoroso abbraccio sul piazzale di Rebibbia con l’ex sindaco Gianni Alemanno (che ha portato in dote i 2.000 iscritti del movimento Indipendenza) – ha fatto scattare l’allarme rosso in Fratelli d’Italia.
Il compito di marcare il territorio e blindare l’elettorato tradizionale è stato assunto direttamente da Arianna Meloni, capo della segreteria politica nazionale di FdI, con un discorso che suona come una formale dichiarazione di primato ideale e politico:
Arianna Meloni: «Abbiamo costruito, donato e salvato i nostri valori, abbiamo riportato in una casa la destra perché noi siamo la destra. Noi siamo una destra libera, coraggiosa, che non tradisce. E quella destra ha costruito una proposta che ha convinto gli elettori. Abbiamo scritto una pagina di storia insieme».
Dal canto suo, il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha provato a gettare acqua sul fuoco dei retroscena che descrivono una Meloni arroccata, aprendo a un percorso di convergenza programmatica: «Se votiamo a settembre 2027, come è intendimento del governo, c’è tutto il tempo per riflettere e confrontarsi con Futuro Nazionale sul programma. Ci sono cose su cui ci si può trovare, altre meno».
Martedì alla Camera 150mila firme per la Legge sulla “Remigrazione”
A surriscaldare ulteriormente il clima sul fronte destro dello schieramento ci pensa il comitato “Remigrazione e Riconquista” (sostenuto apertamente dai militanti di CasaPound). L’organizzazione ha annunciato che martedì prossimo salirà a Montecitorio per depositare formalmente 150.000 firme – il triplo delle 50.000 necessarie – a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per favorire il rimpatrio forzato o assistito degli immigrati.
La consegna si preannuncia ad altissima tensione: l’iniziativa era stata lanciata a fine gennaio alla Camera su invito dell’allora deputato leghista Domenico Furgiuele (nel frattempo transitato proprio con Vannacci), ma la conferenza stampa fu fisicamente bloccata e occupata dai parlamentari di PD e Alleanza Verdi e Sinistra. «Lo avevamo promesso quando la sinistra occupò la sala stampa – si legge nella nota del comitato – vedremo se stavolta avranno il coraggio di non farci entrare».