Nemmeno il tempo di archiviare la foto dell’abbraccio sul palco di Napoli che il cantiere del centrosinistra torna a farsi rovente. Le spinte dell’area riformista, le contestazioni della sinistra radicale e i nodi irrisolti di politica internazionale hanno riacceso le tensioni nel “campo largo”. Al centro del dibattito c’è il perimetro dell’alleanza: i centristi reclamano spazi e inclusività, temendo che l’asse a quattro composto da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si trasformi in una riedizione del “patto di Vasto” del 2011, finito all’epoca nel logoramento delle differenze interne.
La scossa più forte arriva da Bruno Tabacci, che ha formalizzato l’addio al gruppo del Partito Democratico per approdare al Gruppo Misto, lanciando un chiaro avvertimento alla leadership del Nazareno: “La destra non si batte restringendo il campo, ma allargandolo”.
Slitta l’evento di Padova: lo spettro delle contestazioni
Le frizioni interne hanno già prodotto il primo effetto plastico: va verso il rinvio l’appuntamento sul palco comune di Padova, inizialmente in agenda per il 15 luglio.
La versione ufficiale attribuisce lo slittamento alla necessità per i leader di essere presenti alla Camera per il voto sulla riforma della legge elettorale. Tuttavia, tra i partiti cresce la prudenza dopo le recenti contestazioni subite a Napoli. Dietro le quinte si lavora a una nuova data e si valuta persino un cambio di sede, con l’ipotesi Roma che circola con insistenza nelle ultime ore.
Il fronte dei moderati: Magi evoca il candidato unico, Iv affonda
La mossa di Tabacci ha trovato sponde immediate nel resto della galassia centrista, dove si fa strada l’idea di una ricomposizione dell’area moderata:
- +Europa rilancia: Il segretario Riccardo Magi ha liquidato la manifestazione partenopea: «La foto e il palco visti a Napoli non sono sufficienti né quantitativamente né politicamente». Magi insiste sulla necessità di una coalizione chiaramente ancorata ai valori europei, aggiungendo che serve «la disponibilità di tutti per arrivare a un candidato unico di centro».
- Italia Viva all’attacco: Dai tavoli delle Primarie delle Idee a Genova, il vicepresidente renziano Enrico Borghi ha bocciato senza appello la linea attuale: «La piattaforma di Napoli è sconfitta in partenza».
- Azione si smarca: Carlo Calenda ha scelto invece la via della rottura totale con il Movimento 5 Stelle, accusando Giuseppe Conte di “cretinismo filo-putiniano” sulle posizioni relative all’Ucraina. Calenda ha annunciato una piazza alternativa di matrice liberale per il 21 luglio tra Caserta ed Ercolano, alla quale parteciperà anche la vicepresidente dem dell’Europarlamento, Pina Picierno.
Il retroscena parlamentare: La maretta centrista sta bloccando anche l’azione quotidiana alle Camere. La lettera unitaria che le opposizioni avrebbero dovuto firmare congiuntamente sulla Commissione di Vigilanza Rai è al momento congelata per il mancato avallo dei parlamentari di Azione.
L’estate calda delle opposizioni
La tenuta del fronte anti-destra verrà testata nelle prossime settimane da un calendario parlamentare fitto e insidioso:
IL CALENDARIO DELLE TENSIONI NEL CENTROSINISTRA
├── 14 LUGLIO: "Notte della democrazia" (+Europa) a Montecitorio. C'è Tabacci.
├── LUGLIO-AGOSTO: Voto sulla legge elettorale, emendamenti ddl caccia e partita Vigilanza Rai.
└── 4 AGOSTO: Audizione di Giuseppe Conte davanti alla Commissione d'inchiesta Covid.
Mentre il centrosinistra si interroga sui propri confini, sull’altro lato dell’emiciclo il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, osserva le manovre alleate e continua a lavorare per consolidare l’area di centro attorno al perno del partito azzurro, muovendosi in modo speculare alla crisi del campo largo.