Il centrodestra si conferma alla guida della Regione Marche, con Francesco Acquaroli di Fratelli d’Italia che ottiene un secondo mandato. I risultati definitivi delle elezioni regionali assegnano al governatore uscente il 52,4% dei voti, superando il campo largo del centrosinistra guidato da Matteo Ricci, che si ferma al 44,4%.
Il risultato marchigiano rappresenta un’importante vittoria per la maggioranza di governo, e in particolare per la premier Giorgia Meloni, che ha commentato: “È stato premiato il lavoro svolto in questi anni”.
Tuttavia, il successo del centrodestra è accompagnato da un dato preoccupante: l’affluenza alle urne si è fermata al 50%, in calo di quasi 10 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2020.
Concluse le elezioni nelle Marche, la campagna elettorale si sposta in Calabria, dove il voto si terrà a breve. La premier Meloni, insieme al vicepremier Antonio Tajani e al ministro Matteo Salvini, terrà un comizio a Lamezia Terme. In contemporanea, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sarà a Crotone per sostenere il candidato del centrosinistra.
La vittoria di Acquaroli rappresenta un successo significativo per il governo guidato da Giorgia Meloni. La premier, esultando per il risultato, ha sottolineato come la riconferma sia un “premio al lavoro svolto”. Fratelli d’Italia si afferma come primo partito nella regione, con una percentuale del 28,3%, seguita dal Partito Democratico al 23,1% e da Forza Italia all’8,1%. La lista civica “Ricci Presidente” ha superato la Lega, attestandosi al 7% contro il 6,6%.
La rielezione di Acquaroli è stata accolta con grande soddisfazione anche da Arianna Meloni, capo della segreteria politica di FdI, che ha elogiato la “classe dirigente preparata e capace” del partito, sottolineando che si tratta del secondo governatore di FdI riconfermato, dopo Marco Marsilio in Abruzzo.
Dal canto suo, Francesco Acquaroli ha espresso grande soddisfazione per il risultato, definendolo un riconoscimento del “lavoro importante” svolto nei cinque anni di mandato. Ha promesso di continuare le riforme avviate e di riportare la regione “tra le sviluppate d’Italia”, ponendo l’accento sul rilancio dell’industria manifatturiera e sul miglioramento della sanità.
Matteo Ricci, che ha ammesso la sconfitta, ha definito la sua campagna elettorale “intensa e bella”, pur riconoscendo la “forte spinta a destra” che ha prevalso. Nonostante la sconfitta, il candidato del centrosinistra si è detto convinto che la strada del “campo largo” sia l’unica percorribile per affrontare il centrodestra. Ricci ha anche puntato il dito contro un’inchiesta giudiziaria che, pur avendolo scagionato, avrebbe “influenzato” l’esito del voto.
L’affluenza alle urne si è attestata poco sopra il 50%, in calo di quasi 10 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2020. Un dato che, secondo gli analisti, potrebbe riflettere un generale disinteresse o un voto di conferma per l’amministrazione uscente. La sconfitta nelle Marche è un colpo per il campo largo, che sperava di strappare una regione alla maggioranza di governo, ma rafforza ulteriormente il potere del centrodestra a livello nazionale.
La giornata elettorale ha visto anche la riconferma della coalizione di Union Valdotaine, autonomisti e Pd in Valle d’Aosta. Il vicepremier Antonio Tajani ha voluto dedicare i “risultati lusinghieri” a Silvio Berlusconi, nel giorno in cui l’ex premier avrebbe compiuto gli anni, sottolineando come il “buon governo” del centrodestra sia stato premiato.
La battaglia delle Marche, dunque, si è conclusa con la riconferma del centrodestra, dimostrando la solidità della sua leadership nella regione e a livello nazionale.