La Russia getta ombre su una rapida risoluzione del conflitto in Ucraina. “Il processo di pace è complesso e, naturalmente, c’è bisogno di tempo”, ha avvertito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che “il lavoro è in corso”. In un’escalation di toni, Mosca ha rivolto severe minacce a Berlino dopo le recenti dichiarazioni del cancelliere tedesco Merz. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha tuonato: “Se la Germania fornirà all’Ucraina missili a lungo raggio Taurus, essi bruceranno come fiammiferi, come già avvenuto ai carri armati Leopard, e Berlino sprofonderà ulteriormente nella fossa in cui si trova da tempo il regime di Kiev che sostiene”.
Peskov ha inoltre accusato l’Europa di “partecipare indirettamente alla guerra contro la Russia” attraverso la continua fornitura di armi a Kiev. Le sue parole arrivano dopo l’annuncio del ministero della Difesa olandese sull’invio di ulteriori F-16 e la dichiarazione del cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla fine dei limiti alla gittata delle armi occidentali fornite all’Ucraina. “Questa è partecipazione indiretta nella guerra contro la Russia. E stiamo tutti assistendo a discussioni in corso sulla possibilità di questi ‘contingenti europei'”, ha affermato Peskov, concludendo che “questo comportamento europeo non contribuisce in alcun modo a un accordo di pace”.
“Qualsiasi arma tedesca non cambierà il corso dell’operazione militare speciale” in Ucraina e “vedrete” che “Taurus e droni tedeschi bruceranno come fiammiferi”, come già “Leopard e obici”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, come riporta l’agenzia di stampa russa Tass.”Revocando le restrizioni sulla gamma di armi fornite all’Ucraina, ammesso che siano mai esistite, Berlino non farà altro che spingersi ancora più a fondo nella fossa in cui si trova da tempo il regime di Kiev che sostiene”, ha aggiunto. Il riferimento è al fatto che ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato che Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno revocato le restrizioni sulla gamma di armi fornite all’Ucraina: “Non ci sono più restrizioni sulla gittata delle armi fornite all’Ucraina, né dagli inglesi, né dai francesi, né da noi, né dagli americani”, ha detto Merz al forum dell’emittente Wdr.
Contemporaneamente alle dichiarazioni, la Russia ha intensificato le sue attività militari. Oltre 20 navi, 25 aerei e circa 3.000 soldati russi sono impegnati in un’esercitazione nel Mar Baltico, in una dimostrazione di forza che non mancherà di destare preoccupazione tra gli stati rivieraschi.
Sul fronte occidentale, il New York Times riporta che l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando un possibile disimpegno americano dal conflitto in Ucraina. Fonti vicine all’amministrazione indicano che Trump “fa intendere di volersi ritirare da un conflitto”, una posizione rafforzata dalle recenti dichiarazioni del vicepresidente J.D. Vance, che ha affermato apertamente: “Siamo più che aperti ad andarcene”.
Il quotidiano statunitense sottolinea inoltre che Trump starebbe “ritirando l’impegno” ad aderire alle sanzioni imposte alla Russia da parte dell’Occidente, segnando una chiara inversione di rotta rispetto alle politiche adottate dalla precedente amministrazione e dagli alleati NATO. Il cambiamento di posizione avviene in un momento di forte tensione, con Trump che ha espresso frustrazione per le dichiarazioni pubbliche del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ha condannato l’ultimo massiccio attacco russo, pur lasciando intendere che, a suo avviso, l’intento russo di conquistare tutta l’Ucraina non è realistico.