Dopo il via libera definitivo della Camera, il Decreto Commissari entra ufficialmente in vigore. Il provvedimento, pilastro della strategia del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), punta a una drastica semplificazione burocratica per i grandi cantieri italiani, trasformando lo Stato in un decisore più rapido e autorevole. La principale novità della legge risiede nell’accentramento dei poteri decisionali nelle mani dei vertici operativi delle due più grandi stazioni appaltanti del Paese: Gli Amministratori Delegati di Anas e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) assumono la carica di commissari straordinari per le principali opere stradali e ferroviarie. Il Mit sottolinea che il decreto non è solo una norma procedurale, ma un volano per infrastrutture che attendono da decenni il completamento o l’ammodernamento: Ponte sullo Stretto: Rafforzamento dell’iter dopo il recepimento del nuovo decreto legge approvato ieri. Mose di Venezia: Accelerazione per il completamento definitivo e la messa a regime del sistema di paratoie. Nuova Diga di Genova: Velocizzazione di uno dei cantieri portuali più complessi d’Europa. Sicurezza della Rete: Un focus specifico è dedicato alla manutenzione straordinaria e alla messa in sicurezza di ponti, viadotti e linee ferroviarie storiche.
Il Ponte sullo Stretto di Messina supera un altro scoglio legislativo. Con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva il Decreto Ponte, rendendolo legge dello Stato. Il provvedimento si è reso necessario per sbloccare l’opera dopo che la Corte dei Conti aveva ricusato la delibera del progetto definitivo del Cipess, sollevando gravi rilievi.
Cosa prevede la nuova legge
Il decreto definisce un nuovo percorso burocratico e finanziario per la realizzazione del collegamento tra Sicilia e Calabria:
- Aggiornamento del Piano: Il Ministero delle Infrastrutture dovrà aggiornare il piano economico-finanziario della società concessionaria e acquisire nuovi pareri tecnici e ambientali.
- Commissario Straordinario: L’amministratore delegato di RFI viene nominato commissario per le opere ferroviarie complementari, con i poteri in deroga dello “Sblocca cantieri”.
- Rimodulazione dei Fondi: Le risorse totali restano confermate a 14,442 miliardi di euro, ma il decreto sposta 2,787 miliardi dal periodo 2026-2029 a quello 2030-2034.
Non solo il Ponte: Gran Sasso e Metro C
Il testo di legge include anche interventi urgenti su altre infrastrutture nazionali critiche:
- Traforo del Gran Sasso: Fondi per la messa in sicurezza e l’adeguamento delle autostrade A24 e A25.
- Metro C di Roma: Norme specifiche per accelerare il completamento della linea.
- Grandi Eventi: Potenziamento dei commissari per le opere necessarie ai campionati Euro 2032.
- Venezia: Ulteriori misure per la tutela della Laguna.
Lo scontro politico: “Scelta ideologica” vs “Modernizzazione”
Il voto finale è stato preceduto da un aspro dibattito in aula:
- Opposizione: Nicola Fratoianni (AVS) ha definito il Ponte una “scelta ideologica per mascherare i problemi strutturali del Sud”. Marco Simiani (PD) ha invece espresso dubbi sulla fattibilità reale dell’opera, sostenendo che l’iter sia di fatto bloccato nonostante il decreto.
- Maggioranza: Aldo Mattia (FdI) ha difeso con forza il provvedimento, sottolineando come l’ammodernamento delle infrastrutture sia il volano per la crescita economica e l’occupazione per migliaia di lavoratori.
Con l’approvazione odierna, il governo Meloni punta a superare l’impasse tecnica della Corte dei Conti, cercando di mantenere l’apertura dei cantieri entro i termini previsti, nonostante lo slittamento di parte dei finanziamenti al prossimo decennio.