Separare la “questione personale” con Donald Trump dalla storica e imprescindibile alleanza strategica tra Roma e Washington. È questo il fulcro del messaggio che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha trasmesso ai suoi ministri durante un breve ma cruciale Consiglio dei ministri svoltosi nel pomeriggio a Palazzo Chigi.
Dopo la tempesta diplomatica in pubblica piazza innescata dalle durissime parole del presidente statunitense – che hanno spazzato via in poche ore la fragile narrazione del disgelo emersa dal recente G7 di Evian –, la premier ha scelto di blindare i rapporti transatlantici, imponendo al contempo il silenzio stampa assoluto sulle provocazioni del tycoon.
L’ordine di scuderia per il 2 luglio e il forfait della premier
Il banco di prova del tentativo di distensione sarà il tradizionale ricevimento per l’Independence Day organizzato dall’ambasciatore americano Tilman J. Fertitta a Villa Taverna il prossimo 2 luglio.
Con una mossa studiata a tavolino, la premier ha delineato una strategia a doppio binario:
- L’assenza di Meloni: Salvo clamorosi cambi di programma dell’ultimo minuto, la presidente del Consiglio non sarà presente al ricevimento, complice la sovrapposizione con il congresso della Uil a Padova. Una scelta che le permette anche di non piegare la postura di fermezza nazionale rivendicata davanti agli Alpini.
- Il governo in prima linea: Meloni ha però esplicitamente invitato tutta la squadra dei ministri a partecipare in massa. Un gesto di forte cortesia istituzionale rivolto all’ambasciatore Fertitta, descritto dalla premier in Cdm come «estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti».
Nei corridoi di via della Scrofa il pragmatismo politico prevale sulle frizioni: «Dal punto di vista elettorale probabilmente questo scontro frontale ci avvantaggia, ma il bene primario del Paese deve essere un altro». A convincere la premier della necessità di evitare strappi plateali sarebbe stata anche la pesante cancellazione del Business Forum di Miami, che rischiava di danneggiare gli investimenti di decine di imprenditori italiani.
La mappa del governo: Tajani conferma, Salvini frena
L’invito della premier ha immediatamente registrato reazioni differenti all’interno della stessa cabina di regia dei vicepremier:
- Antonio Tajani (Esteri): Ha confermato fermamente la sua presenza a Villa Taverna per ribadire che l’Italia è «alleata leale ma non suddita».
- Matteo Salvini (Infrastrutture): Ha scelto una linea decisamente più prudente e fredda rispetto al collega della Farnesina. «La cosa che mi sta a cuore è lavorare per mantenere straordinari rapporti fra Italia e Stati Uniti», ha dichiarato il leader leghista, minimizzando poi la centralità dell’evento: «Poi questo ovviamente non dipende dalla festa, da chi c’è alla festa o da chi non c’è alla festa. Deciderò».
La settimana europea della premier: Ucraina, Difesa e il “Caso Starmer”
Il terremoto nei rapporti con la Casa Bianca e le costanti minacce di Trump di un disimpegno americano dalla NATO accompagneranno la premier nei delicatissimi appuntamenti europei di questa settimana:
- Mercoledì (Formato E5 a Berlino): Meloni volerà alla riunione dei cinque grandi convocata dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz. Sul tavolo ci saranno il sostegno all’Ucraina e la preparazione del teso vertice NATO di Ankara del 7-8 luglio, dove i leader europei dovranno fare i conti con le recriminazioni americane sulle spese militari. Al tavolo siederà anche il premier britannico uscente Keir Starmer, indebolito dalle fresche dimissioni.
- Giovedì (Vertice Italia-Francia ad Antibes): La premier sarà ospite del presidente francese Emmanuel Macron. Un’occasione bilaterale per coordinare la risposta europea all’imprevedibilità della dottrina Trump in vista del summit atlantico in Turchia.