La crisi diplomatica e militare innescata dallo schianto di un drone esplosivo russo su un condominio a Galați, in Romania, sta precipitando verso un punto di non ritorno. Dopo le condanne unanimi di NATO e Unione Europea, la replica del Cremlino è arrivata con una violenza verbale senza precedenti, tramutandosi in una minaccia diretta a tutti i cittadini europei.
Il primo a lanciare l’affondo è stato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitrij Medvedev, che ha utilizzato i suoi canali social (X e Telegram) per decretare la fine della pace apparente tra Mosca e le capitali occidentali.
Il duro attacco di Medvedev: «Chiudete la bocca, non avete ancora visto niente»
Nelle sue dichiarazioni, Medvedev ha liquidato le proteste di Bucarest e degli alleati atlantici, sostenendo che l’Europa non può più considerarsi estranea al conflitto in corso in Ucraina.
Dmitrij Medvedev: «Cittadini dei Paesi dell’UE, sappiate che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia. Quindi siate vigili e non sorprendetevi di nulla. Il sonno tranquillo è finito. Ma sapete benissimo a chi chiedere spiegazioni! Le nazioni europee sono direttamente coinvolte: droni europei, componenti, armi e dati di intelligence vengono usati quotidianamente contro di noi, uccidendo i nostri civili. Il sangue è sulle mani di feccia come Ursula von der Leyen, Merz, Macron e Starmer. Quindi farebbero meglio ad abituarsi: non sarà l’ultima volta. C’è una guerra in corso! Chiudete la bocca, non avete ancora visto niente».
L’ex presidente russo ha poi rincarato la dose affermando che, indipendentemente dalle verifiche tecniche su chi abbia materialmente lanciato il drone caduto in Romania, tutti i Paesi dell’Unione «dovrebbero davvero tacere» poiché ormai considerati a tutti gli effetti popolazioni di «nazioni in guerra».
Rottura diplomatica con la Romania: la reazione di Maria Zakharova
Nel frattempo, il terreno dello scontro si è spostato rapidamente sul piano diplomatico bilaterale tra Mosca e Bucarest. Come prima misura di ritorsione per l’incursione del drone, le autorità rumene hanno dichiarato persona non grata il Console generale russo, disponendo l’immediata chiusura del Consolato generale della Federazione Russa a Costanza, importante snodo portuale sul Mar Nero.
La portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha commentato duramente il provvedimento restrittivo della Romania, preannunciando contromisure simmetriche immediate:
Maria Zakharova: «La risposta alla dichiarazione di persona non grata del nostro Console generale e alla chiusura della sede diplomatica a Costanza da parte delle autorità di Bucarest è già in fase di elaborazione. Potete starne certi: non tarderà ad arrivare».
La reazione degli alleati: l’ombra del 21° pacchetto di sanzioni
Le minacce di Mosca non sembrano però aver scosso la linea di fermezza adottata da Bruxelles. Fonti europee confermano che i canali diplomatici dei 27 Paesi membri, coordinati dall’Alta Rappresentante Kaja Kallas, sono in costante contatto per accelerare l’adozione del 21° pacchetto di sanzioni contro l’economia russa, preannunciato in mattinata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
L’allerta resta massima lungo tutto il confine orientale della NATO: il comando militare alleato ha potenziato le attività di pattugliamento dello spazio aereo europeo con l’ordine, già operativo per i caccia F-16 rumeni, di abbattere immediatamente qualsiasi vettore o drone che violi i confini dello spazio aereo comunitario.