Il Ministro annuncia l’addio a fine legislatura: “A 80 anni ho diritto al riposo”
All’indomani della cocente sconfitta referendaria, e qualche ora prima del terremoto che ha portato alle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della potentissima capo di gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, in una lunga intervista a Sky Tg24, si era assunto la piena “responsabilità politica” del fallimento, ammettendo errori di comunicazione e di impostazione: “La riforma porta il mio nome, tutto vorrei tranne che scaricare la colpa su altri”.
Nordio ha analizzato la sconfitta puntando il dito contro l’emotività della campagna del centrosinistra e il fallimento dei sondaggi, che prevedevano una vittoria del Sì in caso di alta affluenza. Ma l’affondo più duro è per l’Associazione Nazionale Magistrati: “È la vera vincitrice, un soggetto politico anomalo con cui anche la sinistra, quando tornerà al governo, dovrà fare i conti. Ora eserciteranno una pressione politica fortissima”. Nonostante la battuta d’arresto, il Ministro ha blindato la sua squadra (Giusi Bartolozzi e il sottosegretario Delmastro) e ha annunciato che, a fine legislatura, lascerà la politica attiva: “A 80 anni credo di aver diritto a un po’ di riposo e ai miei studi”.
Se Nordio prova a minimizzare l’impatto sul governo, le opposizioni chiedono il massimo dividendo politico. Giuseppe Conte è stato perentorio: “Dopo questo risultato si deve dimettere tutto il governo”. Il leader del Movimento 5 Stelle ha poi cavalcato l’onda della vittoria per lanciare la sua candidatura alla guida del campo largo, pur con i consueti distinguo procedurali: “Io sono disponibile a correre per le primarie, ma prima devo interrogare gli organi del Movimento e la mia base”.
Conte ha però posto una condizione invalicabile: “Il M5S non parteciperebbe mai a primarie di soli apparati di partito; devono essere aperte ai cittadini”. Una sfida diretta a Elly Schlein, che sposta il baricentro del dibattito dalla difesa della Costituzione alla conquista della leadership della coalizione.
Nonostante la “ipoteca ideologica” che Nordio vede ora sulle riforme liberali, il governo intende andare avanti. Il Ministro ha annunciato che le prossime priorità saranno:
- Piano Carceri: Interventi urgenti per contrastare l’emergenza suicidi.
- Edilizia Penitenziaria: Completamento dei piani già avviati.
- Carcerazione Preventiva: Tentativo di riduzione dell’uso della misura cautelare.