Nei luoghi simbolo di Sant’Agostino e Santa Francesca Cabrini, Papa Leone XIV compie la sua prima storica visita pastorale nel nord Italia. Un viaggio denso di significati spirituali e geopolitici, svoltosi sabato 20 giugno, interamente centrato sui temi della pace interpersonale, del contrasto alle parole d’odio e dell’accoglienza dei migranti.
Dalla piazza del Duomo di Pavia fino alla culla delle missioni migratorie a Sant’Angelo Lodigiano, il Pontefice americano ha tracciato una linea netta che unisce la conversione interiore alla responsabilità sociale globale.
A Pavia l’appello ai bambini: «Basta con il bullismo e le parole d’odio»
Ad accogliere Papa Leone XIV davanti alla facciata del Duomo di Pavia c’era una distesa di biglietti bianchi e gialli scritti dai bambini degli oratori, uniti attorno a un grande ulivo in piazza Vittoria. Messaggi semplici e diretti: “Aboliamo la guerra”, “Vogliamo la pace”.
Raccogliendo l’appello dei più piccoli, il Santo Padre ha citato il pensiero di Sant’Agostino – le cui spoglie sono custodite proprio a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro – per chiedere una svolta radicale nei comportamenti quotidiani:
Papa Leone XIV: «Tutti vogliamo vivere in pace ed è molto importante non perdere mai la speranza. Però, come ci ha detto Sant’Agostino, se vogliamo che il mondo viva in pace dobbiamo cominciare da noi stessi. Questo significa: basta con le parole di odio, basta con gli insulti, con il bullying [bullismo], basta con tutte quelle cose che fanno la guerra fra le persone, fra le comunità, fra i paesi. Dobbiamo imparare a essere costruttori di pace».
Il monito del Papa contro le parole d’odio e le aggressioni verbali risuona come un chiaro richiamo all’ordine morale in un momento di fortissima tensione internazionale, segnato dai continui conflitti geopolitici e dai frequenti attacchi social sferrati da leader globali (come il presidente statunitense Donald Trump, che recentemente ha preso di mira sia il Pontefice che la premier italiana Giorgia Meloni).
Il viaggio di Leone XIV: dalle cure oncologiche alle radici agostiniane
La giornata era iniziata al Centro di adroterapia oncologica pavese, una delle sole sette eccellenze mondiali per la cura dei tumori più difficili. Successivamente, il Papa si è concesso un momento intimo e fraterno: profondo conoscitore della città e dell’ordine agostiniano (nel 2007 vi aveva accompagnato Papa Benedetto XVI), Leone XIV è tornato nel vecchio convento dove – come ricordato con affetto dal priore Joseph Farrell – è “entrato direttamente in cucina” secondo le sue storiche abitudini da frate.
A Sant’Angelo Lodigiano: «I migranti interpellano la Chiesa»
Nel pomeriggio il Pontefice si è spostato a Sant’Angelo Lodigiano, terra natia di Santa Francesca Cabrini, la patrona degli emigrati che a fine Ottocento partì per assistere i lavoratori italiani in America. Un luogo dal forte valore simbolico per Leone XIV, nato a Chicago, proprio la città in cui la madre Cabrini concluse la sua vita terrena.
Davanti alla comunità lodigiana, il Papa ha riaperto con vigore il dossier delle migrazioni, citando ampiamente l’eredità del suo predecessore:
Papa Leone XIV: «Il fenomeno migratorio interpella anche oggi, con forza, la Chiesa. Papa Francesco, lui stesso figlio di emigrati italiani, ha fatto del servizio e dell’assistenza ai migranti uno dei punti-chiave e profetici del suo pontificato».
Prima di rientrare a Roma, il Papa ha dedicato un caloroso saluto in lingua spagnola alla folta comunità peruviana e sudamericana presente da decenni nel territorio lombardo, indicandola come esempio di integrazione e arricchimento ecclesiale.