Un monito durissimo contro lo strapotere della Silicon Valley e un appello accorato a “restare umani” nell’era degli algoritmi. Con la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV traccia una linea invalicabile tra il progresso tecnologico e la dignità dell’uomo, chiedendo apertamente di “disarmare l’intelligenza artificiale”.
Il documento, che si pone in continuità storica con la Rerum Novarum di Leone XIII di 135 anni fa, analizza i rischi della quarta rivoluzione industriale. Il Pontefice mette in guardia i governi mondiali: la concentrazione della conoscenza e della tecnologia nelle mani di pochi colossi privati sta creando pericolosi squilibri geopolitici, capaci di tenere in scacco persino le superpotenze.
I nuovi schiavi e l’illusione delle “guerre giuste” La denuncia del Papa tocca i vertici e la base della piramide tecnologica. Da un lato, Leone XIV punta il dito contro gli algoritmi contaminati da pregiudizi, capaci di escludere i più vulnerabili dai servizi essenziali come sanità e lavoro. Dall’altro, squarcia il velo sul costo umano dell’innovazione, parlando apertamente di “nuovi schiavi”: dai bambini sfruttati nelle miniere per l’estrazione di terre rare, fino ai lavoratori invisibili che alimentano i database.

Netta anche la posizione sui conflitti globali. “Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile”, scrive il Pontefice, liquidando definitivamente il concetto stesso di “guerra giusta”. Tra le proposte economiche spicca inoltre il superamento del Pil come unico indicatore della ricchezza delle nazioni, giudicato ormai obsoleto.
La Silicon Valley accetta la sfida etica In un evento senza precedenti, la presentazione del testo nell’Aula del Sinodo ha visto la partecipazione dei vertici del settore tecnologico. Chris Olah, cofondatore di Anthropic, ha raccolto l’appello del Papa sedendo al suo fianco e aprendo al dialogo: “Abbiamo bisogno di critiche che segnalino quando stiamo fallendo”, ha dichiarato il manager.
Un coro di consensi nella politica e nel lavoro Le reazioni nel panorama italiano non si sono fatte attendere, mostrando un consenso trasversale. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha parlato di un “messaggio potentissimo”, mentre la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha ribadito che l’innovazione deve rimanere al servizio dell’uomo. Sintonici anche i sindacati con la Uil e il mondo del credito con l’Abi, che hanno espresso forte apprezzamento per il richiamo all’umanesimo e alla trasparenza. La Cei, per bocca del cardinale Matteo Zuppi, ha infine esortato ad accogliere il testo come una guida per la ricerca del bene comune.