Nella tappa più pericolosa del suo tour africano, Papa Leone XIV ha lanciato un atto d’accusa durissimo contro i leader globali e regionali. Parlando dalla Cattedrale di San Giuseppe a Bamenda, epicentro della sanguinosa insurrezione separatista che dal 2016 ha causato oltre 6.000 morti, il Pontefice ha usato parole che risuonano come una condanna universale.
“Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali.” Senza mai citare direttamente Donald Trump, il Papa ha risposto alla retorica delle ultime ore con una sferzata morale: “Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nella sporcizia”. Un riferimento che molti osservatori leggono come una reazione alla recente foto di Trump “abbracciato a Gesù”.
Leone XIV ha condannato chi continua a “mettere le mani sul continente africano per saccheggiarlo” in nome del profitto, riferendosi alle ricchezze (petrolio, minerali, cacao) che alimentano corruzione e conflitti.
Dopo i violenti attacchi dei giorni scorsi, il Presidente USA ha assunto un tono più conciliante, pur mantenendo ferma la sua visione: “Il Papa può dire ciò che vuole, ma deve comprendere le realtà di un mondo crudele”, ha dichiarato Trump ai giornalisti, ricordando nuovamente i 42.000 manifestanti uccisi dal regime iraniano. Trump ha negato di essere “in conflitto” con il Pontefice: “Non ho nulla contro di lui, ma l’Iran è il mondo reale”.
All’uscita della cattedrale, il Papa ha compiuto due gesti simbolici di grande impatto: ha liberato delle colombe bianche sopra Bamenda, definendo la regione “una terra insanguinata ma fertile, che è stata maltrattata”. La messa è stata celebrata all’aeroporto di Bamenda, riaperto e ristrutturato appositamente per la visita papale dopo essere rimasto chiuso per sette anni a causa della guerra civile.
Il tour africano del “Papa Americano” prosegue a ritmi serrati: ieri la Messa solenne allo stadio di Douala, capitale economica del Camerun. Poi partenza per l’Angola, seguita dalla tappa conclusiva in Guinea Equatoriale.
Mentre Trump tenta di minimizzare lo scontro definendolo una divergenza sul “mondo reale”, Papa Leone XIV sta costruendo una narrazione alternativa: quella di un’umanità che resiste alla “tirannia” attraverso la solidarietà dei piccoli. In Italia, questo discorso rafforza la posizione di Mattarella e Meloni, che proprio ieri hanno invocato la “lucidità” dei leader contro l’auto-esaltazione.