La giornata si chiude con un intervento diretto di Papa Leone XIV, che ha deciso di non attendere l’incontro con Rubio per replicare alle dure accuse di Donald Trump. Uscendo dalla residenza di Castel Gandolfo, il Pontefice ha affrontato con calma i giornalisti, rispondendo punto su punto alle insinuazioni del Presidente americano.
Il Papa ha respinto fermamente l’idea di un Vaticano “morbido” sulle ambizioni atomiche di Teheran, tema che Trump aveva usato per definirlo un “pericolo per i cattolici”: “La Chiesa da anni parla contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c’è nessun dubbio. La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo e predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per questo, lo faccia, ma lo faccia con la verità.”
Leone XIV ha poi aggiunto di voler essere ascoltato solo per il “valore della parola di Dio”, sottolineando come la sua posizione sia rimasta coerente sin dal primo giorno del suo pontificato.
A Washington, il Segretario di Stato Marco Rubio è apparso visibilmente imbarazzato durante un briefing alla Casa Bianca, stretto tra la lealtà al suo Presidente e la sua fede cattolica (Rubio è un cattolico praticante e devoto).
Rubio ha cercato di derubricare la missione a Roma come un “normale confronto” tra due Stati. “Il Papa è il vicario di Cristo, ma è anche il capo di uno Stato con cui collaboriamo su dossier come gli aiuti a Cuba e la libertà religiosa in Africa”, ha spiegato.
Alla domanda se il viaggio fosse un tentativo di riparare ai danni causati da Trump, Rubio ha ammesso con una punta di disagio: “Ovviamente sono successe delle cose nel frattempo, ma la visita era stata programmata prima”.
Le parole di Trump hanno creato un effetto domino che ha coinvolto direttamente anche il Governo italiano: la premier italiana aveva già definito “inaccettabili” le prime critiche di Trump al Papa, portando a una tensione diplomatica senza precedenti tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca.
Rubio arriva a Roma con il compito quasi impossibile di ricucire due strappi contemporaneamente: quello tra Trump e il Papa e quello tra Trump e Meloni (irritata anche dal disimpegno militare USA e dalla questione Iran).
Nonostante il clima di “gelo”, l’udienza in Vaticano di giovedì 7 maggio resta confermata. Gli esperti suggeriscono che Rubio punterà su temi di cooperazione umanitaria per spostare i riflettori dallo scontro frontale sul nucleare iraniano. Tuttavia, con il “Project Freedom” navale appena iniziato e gli attacchi personali di Trump ancora caldi, il colloquio con Leone XIV si preannuncia come uno dei più difficili della storia diplomatica recente tra le due sponde dell’Atlantico.