Durante un’udienza tenutasi nell’Aula della Benedizione davanti a circa cinquecento partecipanti al congresso dell’Istituto Internazionale delle Scienze Amministrative (IISA), Papa Leone XIV ha lanciato un accorato monito sui rischi legati allo sviluppo incontrollato dell’Intelligenza Artificiale, richiamando i principi già espressi nella sua enciclica Magnifica humanitas.
I punti chiave del discorso del Pontefice
Il Santo Padre ha espresso profonda preoccupazione per la velocità con cui l’IA si sta diffondendo in ogni ambito della vita sociale e istituzionale, focalizzandosi su alcuni nodi etici cruciali:
- Il rischio di perdere il controllo: La rapidità delle innovazioni tecnologiche deve spingere la comunità internazionale a chiedersi se l’uomo sarà ancora in grado di governare queste macchine o se finirà per diventare «vittima delle sue stesse invenzioni».
- Decisioni umane affidate agli algoritmi: Uno dei problemi più gravi evidenziati dal Papa è la delega a strumenti automatizzati di scelte fondamentali che riguardano direttamente la vita, la dignità e i diritti delle persone.
- Concentrazione del potere economico: Le tecnologie più avanzate sono concentrate nelle mani di pochi grandi attori privati e multinazionali, che gli Stati nazionali fanno fatica a regolamentare ed erodono la centralità del bene comune.
Prudenza e regolamentazione non sono anti-progresso
Richiamando i contenuti dell’enciclica Magnifica humanitas, il Pontefice ha chiarito la posizione della Santa Sede sul progresso scientifico:
- Invocazione alla prudenza: Chiedere verifiche rigorose e, se necessario, un «rallentamento nell’adozione dell’IA» non significa essere contrari allo sviluppo, ma esercitare una custodia responsabile verso la famiglia umana.
- Centralità dell’intelligenza umana: È indispensabile riaffermare il ruolo insostituibile dell’etica e della decisione umana di fronte agli automatismi tecnologici, affinché il bene collettivo non sia sacrificato per meri profitti economici privati.