Il Papa è tornato in Vaticano dopo 38 giorni di ricovero. ‘Ringrazio tutti’, ha detto affacciato da un balcone del Gemelli. ‘La premura di medici e sanitari riflette la pazienza di Dio’, recitava il testo preparato per l’Angelus di oggi. Prima di rientrare a Santa Marta, Papa Francesco si è fermato a Santa Maria Maggiore, dove ha fatto deporre i fiori gialli ricevuti in dono da una donna prima delle dimissioni dall’ospedale. Il Papa riprenderà l’attività del pontificato, anche se non dovrà affaticarsi troppo. Dovrà anche seguire una serie di terapie prescritte dai medici. ‘Testimonierà con la sua debolezza’, dice padre Claudio Caruso, prete argentino che conosce personalmente Bergoglio da 28 anni.
‘Questa signora con i fiori gialli è brava’. Sono per una signora in attesa tra la folla radunata sotto le finestre del Policlinico Gemelli le prime parole pronunciate da Papa Francesco affacciato dal balcone dell’ospedale. Si tratta della signora Carmela Mancuso, 79 anni, di origini calabresi. ‘La prima volta che gliel’ho regalati gli ho detto che questi fiori erano per lui da parte dei bambini e degli anziani’. ‘Per me?’, mi ha risposto. Sì per lei Santo padre! E dalle prime volte ho visto la sua gioia’ ha raccontato la signora.
Il Papa, seduto sulla sedia a rotelle, ha sorriso, ringraziato e salutato in fedeli, facendo anche il gesto del pollice alzato. E’ la prima volta che Bergoglio riappare in pubblico dopo il ricovero dello scorso 14 febbraio. Il Papa ha impartito la benedizione con le mani prima ed è poi rientrato. Pochi minuti dopo ha lasciato il Gemelli in auto.
A Santa Maria Maggiore, prima del rientro in Vaticano dopo le dimissioni dall’ospedale; Papa Francesco ha consegnato a Sua Eminenza il Cardinale Makrickas dei fiori da porre davanti all’icona della Vergine Salus Populi Romani. ‘In questo lungo tempo di ricovero, ho avuto modo di sperimentare la pazienza del Signore, che vedo anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari, così come nelle attenzioni e nelle speranze dei familiari degli ammalati. Questa pazienza fiduciosa, ancorata all’amore di Dio che non viene meno, è davvero necessaria alla nostra vita, soprattutto per affrontare le situazioni più difficili e dolorose’. Sono le parole scritte da Papa Francesco, nel testo preparato per l’Angelus di questa domenica. ‘La parabola che troviamo nel Vangelo di oggi ci parla della pazienza di Dio, che ci sprona a fare della nostra vita un tempo di conversione. Gesù usa l’immagine di un fico sterile, che non ha portato i frutti sperati e che, tuttavia, il contadino non vuole tagliare: vuole concimarlo ancora per vedere ‘se porterà frutti per l’avvenire’. Questo contadino paziente è il Signore, che lavora con premura il terreno della nostra vita e attende fiducioso il nostro ritorno a Lui’.
A qualche metro dalla Porta del Perugino la macchina bianca del Pontefice si è fermata e Francesco dalla portiera aperta ha salutato sulla via la signora Stefania che abita proprio davanti all’ingresso del Vaticano. “Gli ho solo detto: bentornato. È stato emozionante. Siamo felicissimi sia tornato. Adesso preghiamo tutti perché si riprenda”, ha detto la signora.